DAL POLLINO A RAC:INTERVISTA AL COACH MARIO MARRONE

Ci eravamo lasciati poco tempo fa.

Era Dierre-Pollino. Si paventava dell’ondata Covid 19 ma mai potevamo pensare a tutto questo, dico bene Coach?

 

Buonasera innanzitutto un saluto a tutti gli amici di RaC.

Vero anche se nel Nord Italia l’epidemia  era in atto già da qualche mese, con il senno del poi se avessero chiuso prima tutto, parlo di gennaio forse oggi si poteva parlare di ripresa, di tutte le attività compreso il Basket.

 

Non sapremo mai chi sarebbe andato fino in fondo in una super appassionante fase ad orologio e susseguente fase PlayOff.

Esito impronosticabile a suo avviso?

 

Per come stava andando la stagione penso che ai PlayOff, sicuramente sarebbero arrivate   Cestistica Gioiese, Dierre, Stringers, e Pollino con le prime 2 favorite, ma con noi e gli (Stringers dei mitici Tonino e Diego Viglianisi) avremo dato battaglia fino all’ultimo secondo per ribaltare il pronostico.

 

Le nostre pagine digitali, complice lo stop forzato dei campionati si stanno dedicando alle gallery del passato.

Da Addetto ai lavori qual è il suo quintetto di sempre Made in Castrovillari e quale rispetto al basket di Calabria?

 

A Castrovillari senza voler fare del torto a nessuno il mio quintetto ideale è il seguente: Gaetano Condello play, Maurico,Massimo Festa, La Monica con Andrea Perrone centro.

Mentre il quintetto di locali andrebbe in campo con Stigliano, Colaci, Onofrio Massarotti e Alessio Gioia  uniti a Talarico.

Per il quintetto Calabrese rischierei di essere impreciso ma ricordo con piacere la Viola di Lino Lardo anno 2002 2003 di Eze, Rombaldoni, Eubanks, Lamma, Williams, Cittadini, Mazzarino, (forse perché sono venuto molte volte a vederla giocare) eliminata in gara 5 nei quarti di finale dalla Benetton Treviso dopo una tribolata serie.

 

Ripartenze e consigli sul come ripartire. Lei è tornato al basket allenato dopo tanti anni. Cosa consiglia alla Fip centrale e di conseguenza regionale in riferimento alla Calabria?

 

Domanda difficile, bisogna innanzitutto vedere se si riparte a livello professionistico per questa stagione.

Ci sono società che hanno investito tanto che rischiano di scomparire per cui tutto il sistema ne risentirebbe.

Per cui nel futuro secondo me bisogna separare ancora di più il mondo professionistico dei grandi sponsor e dei grandi magnati (vedi Milano) con il resto del movimento.

Dalla serie B a scendere meno stranieri ma dei campionati che siano di crescita sia per i giocatori, tecnici, arbitri, insomma dei campionati dal forte impulso formativo che diano spazio ai giovani che escono dai settori giovanili, con un forte rilancio degli stessi.

 Il basket riconosciuto come secondo sport nazionale deve sfruttare molto di più i passaggi in TV, possibilmente in chiaro le varie trasmissioni su facebook o in streaming, visibili a tutti dimostrano quanti appassionati ci sono che hanno voglia di vedere questo sport, in questo modo ci sarebbe la possibilità di attirare sponsor.   

Poi sono convinto che per rilanciare il movimento bisogna fare in modo che le società sportive possano investire in palazzetti e strutture proprie, con l’aiuto dello stato, come avviene in altre discipline, soprattutto qui da noi al sud dove mancano spazi e strutture dove far crescere e tenere i nostri giovani, non solo come percorso sportivo ma come vero percorso sociale. Rivedere la questione dei parametri, inserire a livello scolastico un percorso, che avvicini i giovani al mondo del Basket. Rivedere il percorso formativo i cosiddetti clinic per i coach non ridurli a semplice incontri per i crediti ma che diano qualcosa che facciamo crescere il modo di fare basket, sia a livello tecnico che umano.

 

La partita del cuore, quella che porterà sempre con se.

 

Si tratta della gara stagione 1997/1998 ultima giornata C1 nazionale contro il Martina Franca che ci diede la salvezza (riporto dalla gazzetta del Mezzogiorno dell’epoca: “a Fiusco MF trema la mano e sprecava dalla lunetta i liberi della possibile vittoria. Negli ultimi   10 secondi il Castrovillari sotto di 2 gestiva l’ultimo pallone, palla a M. Festa glaciale infilava il canestro della permanenza in C1 sul suonare della sirena. Finale 56-55

 

Un messaggio ai suoi atleti.

 

Ai miei ragazzi anche loro in quarantena,  prima della notizia ufficiale che la stagione fosse annullata avevo chiesto soprattutto di rimanere in forma facendo esercizi di atletica per non perdere il tono muscolare e cercare di mantenere la dimestichezza con la palla, oggi posso dir loro di non mollare appena ne avremmo la possibilità ritorneremo ad allenarci soprattutto perché insieme in tutti questi mesi siamo stati bene e abbiamo creato un bel gruppo che penso possa far bene anche in futuro.

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