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DAL TEXAS CON FURORE: AL PBK,SILVANO POLIMENI RACCONTA L’AVVENTURA DI “CASA INGUAGGIATO”

È tornato con gli occhi ancora pieni di stelle e il sorriso stampato in faccia, Silvano Polimeni, guardia-ala della Botteghelle Basket, reduce da un’esperienza a dir poco indimenticabile oltreoceano. Qualche settimana fa, insieme al compagno di squadra Antonio Scopelliti, è volato in Texas come ospite d’onore della famiglia di Coach Inguaggiato,già allenatore della Dierre, protagonista di un vero e proprio scambio culturale e cestistico che ha dell’incredibile.

Abbiamo incontrato Polimeni a margine dell’ultimo torneo giocato,il Pbk di Pellaro  e la sua energia è contagiosa. «Partiamo da questo torneo: come sta andando? Benissimo! È una bella squadra, ci stiamo divertendo, siamo tutti amici “

Ma è stato il racconto dell’esperienza texana a rubare la scena. Polimeni e Scopelliti sono stati ospitati dalla famiglia Inguaggiato, diventando per qualche giorno parte integrante della loro vita. «Ci hanno veramente trattato come figli – racconta Silvano con voce emozionata – abbiamo fatto esperienze che non dimenticherò mai. Ci hanno fatto entrare nella loro famiglia, è stato qualcosa di speciale».

 

E se il basket era il pretesto, l’avventura è iniziata nel modo più rocambolesco possibile. «La prima sera arriviamo e il nostro hotel è praticamente andato in fiamme! – rivela tra il serio e il faceto Polimeni – Abbiamo dovuto cambiare albergo alle 2 di notte, dall’altra parte del mondo. Io sono rimasto lì un po’ interdetto, mentre Scopelliti, più rilassato, diceva “dobbiamo divertirci comunque”. Alla fine è andato tutto bene, e si mangiava benissimo!».

E a proposito di cibo, la tappa obbligata è stata il famoso “ristorante del Ciccio”. «Abbiamo mangiato lì una volta, ed è buonissimo – conferma Silvano – ho provato la pasta tipica di Trapani, da dove è originario  era buonissima. Poi c’era la pizza e un altro posto con cocktail e dolci fantastici. Un vero viaggio nei sapori italiani in terra americana».

Ma com’è il livello cestistico in Texas rispetto all’Italia? Polimeni non ha dubbi. «È buono, anzi, si è alzato tanto. I ragazzi di 16-17 anni che allena il coach sono atleticamente molto più forti di noi. Il gioco è diverso, non si può palleggiare troppo, ma loro sono davvero forti. Un’esperienza che ci ha fatto crescere».

Il legame con la famiglia Inguaggiato, però, va oltre il campo. Al termine dell’intervista, Silvano non dimentica di mandare un saluto affettuoso a tutti: «Salutiamo padre, figlio, moglie e sorella. E spero di vederli presto a Reggio Calabria – dice con un sorriso – perché Ale ci ha detto che quest’estate verrà a trovarci. Siamo contenti, significa che gli abbiamo trasmesso qualcosa della nostra città. Reggio gli è rimasta proprio nel cuore, non se la dimenticherà mai».

 

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