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Dall’Italia all’Argentina: Diego Righetti, l’ex play di Palmi, intraprende la carriera di allenatore

Nei giorni scorsi si è tenuto a Palmi, un incontro revival molto sentito.

Lui? Poteva farne parte a pieno ma lavora e vive dall’altra parte del mondo.Un amore che non muore, quello tra Diego Righetti e la Calabria. Nel 2022,2opo 16 anni, uno degli argentini più amati e talentuosi ad aver mai calcato i parquet dei campionati regionali è tornato, anche se solo per poche ore, nella sua città italiana del cuore: Palmi. Un ritorno fatto di abbracci con gli amici di sempre e di un tuffo nel mare che bagna la Costa Viola, per riassaporare i luoghi di un’esperienza indimenticabile.

Oggi, però, per il play originario di Porteña si apre un nuovo capitolo della sua vita cestistica, tutto da scrivere dall’altra parte della panchina. La società argentina del Club Nicolás Avellaneda, di Santiago del Estero, ha infatti ufficializzato la sua nomina a Capo Allenatore. Righetti, 43 anni, guiderà i due volte campioni in carica del torneo annuale per senior, tornando così nella squadra per la quale ha giocato ben otto stagioni da protagonista e della quale faceva già parte dello staff tecnico nell’ultima edizione della Liga Federal.

Per i veri appassionati di basket calabrese, il nome di Diego Righetti evoca immediatamente la Pallacanestro Palmi degli inizi del nuovo millennio. Un squadra entrata nella leggenda del basket regionale, assemblata per dominare l’allora Serie C2. Sulla panchina c’era un Coach vincente che aveva già vinto con quei colori, Coach Sergio Sant’Ambrogio, e in campo un mix di talento, grinta e carattere.

Accanto a Righetti, il tiratore Mimmo Furfaro, il fortissimo difensore Fabio Falcomatà, il centro italo-americano Chris Di Nunzio, il giovane Ennio Lo Presti e gli altri due argentini del trio esplosivo, Claudio Requejo e Santiago Boffelli. Una formazione che duellava ad armi pari con le grandi dell’epoca, come l’Audax di Enzo Porchi. Righetti, in particolare, si distingueva per il suo gioco dinamico, esplosivo, sempre pronto a concludere un’azione con una schiacciata spettacolare, diventando uno dei play più forti e ammirati di sempre in quel campionato.

Raggiunto qualche tempo fa per un’intervista, Diego aveva confessato tutto il suo affetto per quell’esperienza:
«Ricordo ognuno di loro, dal mio primo impatto in Calabria e il benvenuto di coach Sergio Sant’Ambrogio. Per noi (io e Claudio Requejo) era tutto nuovo: dalla lingua alla pallacanestro italiana. Ma i miei compagni – Luca Spampinato, Jimmy Albanese, Ennio Lopresti, Fabio Falcomatà e tutti gli altri – ci hanno ricevuto benissimo! Per la mia prima esperienza in Italia è stato fondamentale, vi ringrazierò sempre!».

 

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