“Date il numero 4, a quel ragazzo, nel segno di Pablo”
Catanzaro – Un numero che non è solo un numero.Emilio Albertinazzi indosserà la maglia #4 del Catanzaro Basket Academy? lo stesso che vent’anni fa apparteneva a suo padre, Pablo leggenda giallorossa?. Un passaggio di testimone che sa di destino, di quelle storie che solo lo sport sa scrivere.
Un nome, una storia
Pablo non arrivò a Catanzaro come uno sconosciuto. Aveva già lasciato il segno in Italia, tra Rieti e San Severo, prima di approdare in Calabria. Ma fu qui, tra le mura di una squadra indomita, che il suo basket divenuto leggenda. Capitan Cattani, il bomber Birindelli, Saccardo, Schocchera, Biondo, Valerio, Benjamin German, i giovani Mancuso e Mercurio: una squadra che combatteva, sudava, vinceva.
Sulla panchina, il reggino Giovanni Benedetto e il suo assistente Fabrizio Tunno, mentre la stella del club era il compianto Gus Tolotti, anima e cuore di quel gruppo che tutta la Pallacanestro italiana rimpiange e ricorda.

Pablo ci mise la sua grinta, il suo talento, quella testardaggine che lo rendeva speciale. E oggi, vent’anni dopo, quel cognome torna a illuminare il parquet.
Emilio, eredità e futuro
Emilio non è un ragazzo qualunque. Ha sangue di campione nelle vene, ma anche la voglia di costruirsi un nome proprio. Dopo esperienze in NextGen e settori giovanili d’alta quota, ora ha l’occasione per dimostrare di che pasta è fatto. Albertinazzi, giovane promessa, lo aspetta al varco, pronta a lottare al suo fianco.
E mentre la palla rimbalza di nuovo su quel legno di Giovino, qualcosa di magico sembra ripetersi. Perché il basket non è solo punti, rimbalzi e assist. È memoria, è emozione, è un padre che osserva con il suo attuale percorso di allenatore, mentre suo figlio indossa quel numero 4 che un po’ è già suo, ma che ora dovrà conquistarsi.
“Date il numero 4, a quel ragazzo”. Perché a volte, il futuro ha bisogno di radici. E quelle radici, a Catanzaro, sono giallorosse.


