DOPO LA MISSIVA DELLA FIP,IL CSI NAZIONALE SI DIFENDE

Lettera a firma di Vittorio Bosio,Presidente Nazionale del Csi in risposta alla lettera della Fip rivolta al Coni sul ruolo e le autorizzazioni degli enti di Promozione Sportiva
 
“Si stanno susseguendo una serie di interventi da parte di presidenti federali sui limiti da imporre alle attività di preminente interesse nazionale organizzate dagli enti di promozione sportiva, anche vantando di avere o avere avuto poteri in tal senso – scrive la lettera. Il Centro Sportivo Italiano non intende commentare posizioni che trascurano un elemento essenziale: la tutela e la salvezza delle associazioni sportive di base.
Ricordiamo che il DPCM elenca, fra i soggetti promotori di eventi di preminente interesse nazionale anche gli enti di promozione sportiva, con buona pace di chi, almeno per ora, non è il legislatore.
Il Centro Sportivo Italiano ha rispettato tutte le norme e lo farà ancora, senza mai andare oltre il consentito, sempre e solo a tutela delle società sportive. Per questo, proseguiremo in un confronto con il CONI e le autorità competenti, volto ad inquadrare con maggiore chiarezza l’attuale contesto normativo. In questa prospettiva, abbiamo accolto la scelta del CONI di sospendere la pubblicazione degli eventi degli enti di promozione sportiva, in attesa di approfondimenti che dovranno avvenire entro i primi giorni della prossima settimana, con la responsabilità educativa che ci ha sempre distinto e che non consentiamo a nessuno di mettere in discussione.
Emerge anche l’annosa questione di cosa sia alto livello e non lo sia, cosa appartenga alle federazioni e cosa agli enti di promozione sportiva. Su questo, vogliamo essere franchi: se non saranno il buon senso a dirlo, le norme a indicarlo, il dialogo a definirlo, saremo costretti a chiederlo alle autorità garanti e ai tribunali, perché i giovani che praticano sport autentico, accessibile, inclusivo, hanno il diritto di vivere questa esperienza ovunque vogliano. E riconosciamo, nello stesso tempo, che gli atleti professionisti e di alto livello debbano sottostare a normative completamente diverse.
Lo urliamo: lo sport è di tutti e il CSI sarà un baluardo nei confronti di chiunque lo ritenga cosa propria. Pertanto, come siamo pronti a distinguerci da quanti intendono approfittare della situazione per pensare a propri posizionamenti, altrettanto respingiamo generiche accuse agli enti di promozione sportiva e ci tuteleremo nelle forme e nelle sedi che riterremo opportune.
Invito tutti ad avere pazienza e fiducia, a non farsi trascinare nelle polemiche. Assicuro che, in assenza di indicazioni certe, il Centro Sportivo Italiano non resterà a guardare, ma continuerà, come fa dal 1944, a cercare di servire gli sportivi e le sportive, le società sportive, coloro che amano lo sport; a promuovere esperienze di vita attraverso lo sport negli oratori, nelle scuole, nelle periferie; sempre al fianco dei più deboli, di quelli che gli altri respingono, delle migliaia di dirigenti, allenatori, arbitri, che stanno aspettando, con la passione di sempre, di tornare in campo”.
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