È davvero l’ultima? L’ultima danza di Giorgia Sottana.
Anno 2005, Reggio Calabria, Pianeta Viola “Massimo Mazzetto”. In quelle finali nazionali cadette, tra quelle tribune che profumavano di storia, con trascorsi ginobiliani passati da poco, una bambina dal futuro già scritto nelle ossa muoveva i primi passi con il Treviso. Era l’epoca d’oro dell’organizzazione a marchio Sandro Labozzetta: efficienza, passione, ordine ed una kermesse nazionale in riva allo stretto.
Da lì, da quella terra calda, per chi ama davvero il basket femminile, è il fenomeno generazionale.
Ma oggi tutti si chiedono: è davvero l’ultima? Perché quando sei il GOAT, quando hai il sangue freddo e il cuore caldo di chi ha vinto tutto, l’ultimo tiro non è mai l’ultimo.
Palasport di Schio. Gara-3. Mancano poco più di 20 secondi alla fine. Famila Schio +4 su Reyer Venezia, palla in mano. La capitana Giorgia Sottana attacca il canestro e pesca un fallo. Due tiri liberi. Neanche sfiorano il ferro, entrano morbidi toccando solo la retina. Quando torna in panchina per un timeout avversario, la tensione si scioglie: capisce che la sua ultima partita si chiuderà con il tricolore sul petto. Si gira verso il pubblico e inizia a esultare.
A 37 anni, l’ultimo successo di una carriera straordinaria: 9 scudetti (più 2 titoli turchi), 9 Supercoppe, 12 Coppe Italia, 140 presenze con l’Italia da capitana. “Sono contenta di aver chiuso qua”, racconta Sottana, “perché Schio è casa mia, non potevo sognare un finale migliore”.
Triplete completato. 70-64 il finale.
E a bordo campo, la nostra Fabiana Amodeo, sua grande sostenitrice da sempre, non poteva mancare per celebrare fotograficamente una giocatrice unica, volitiva, vincente.
Perché certe storie vanno fermate con lo sguardo giusto, al momento giusto. E lei c’era. . 🏀✨



