Enzo Postorino: “Scudetto? Emozioni uniche, seppur rimanendo a casa. Il sogno? Ritornare in campo”
Il sorriso torna quando parla di basket, la sua grande passione, nonostante quest’anno sia stato costretto a guardare le partite da casa a causa di un infortunio è grande
Postorino, reduce da due scudetti vinti in campo con l’Aleandre, questa volta ha seguito le gesta della sua squadra da spettatore. “Un torneo sofferente, come al solito. Le partite troppo ravvicinate non danno tempo di recuperare, e quest’anno, a quanto mi hanno detto, le temperature sono state più miti rispetto agli anni scorsi, quando giocavamo col termometro a livelli assurdi”.
E dove ha visto la finale? “Mentre andavo al mare a San Lorenzo… in motorino, con l’auricolare!”, racconta tra il serio e il faceto. “Dopo quattro minuti ancora 0-0.”.
Per Postorino, la pallacanestro non è solo uno sport. “Mi ha formato, come lo scoutismo. È stato un gradino importante della mia vita, mi ha insegnato principi e valori”. E sul successo della Reghion non ha dubbi: “Sì, me l’aspettavo. Anche gli altri anni potevamo vincere, ma sono state le congiunture a mancare”.
Ricorda con rammarico la finale di Perugia di due anni fa, “dove abbiamo giocato cinque partite in 36 ore”, e quella dell’anno scorso contro Torino, “dove eravamo in vantaggio di 17 punti e abbiamo perso all’ultimo secondo”. Quest’anno, invece, la svolta è arrivata con la rimonta contro Verona, i campioni in carica. “Ho rivisto la stessa partita che abbiamo perso noi con Torino… ma questa volta è andata diversamente”.
A dicembre, una fastidiosa spina calcaneare lo ha costretto a fermarsi. “Una seccatura pesante, sto provando con le onde d’urto, ma ancora mi fa male”. E così, per la prima volta, ha dovuto abbandonare non solo il basket, ma anche gli altri sport che pratica, come il Volley..
“C’è chi parla di Last Danceì: “Tra venti giorni compio 57 anni, i giovani dovrebbero avere più spazio di me”. Ma l’idea di smettere non gli passa per la testa: “Finché il fisico regge, continuerò. Quest’anno è stato duro non poter contribuire, perché fare squadra non è solo giocare, ma essere presenti in ogni momento”.


