Fisiologico solo mandare a casa chi ha rovinato questo sport

 

 

In tanti lo ricorderanno nei roster della Viola a cinque stelle. Altri in versione dunker nella infinita serie di tornei nazionali vinti, altri ancora come giocatore super nelle stagioni di C1.

Oggi, si ritrova da Coach, senza tessera, del campionato Csi: questa sera si gioca la finalissima per il successo provinciale di Reggio:parla Coach Daniele Saccà.

Un’esperienza anomala, ma divertente. Se ti dico Aleandre cosa ti viene in mente?

 

Il primo pensiero va sicuramente al professore Pellicanò. Se questa società ha tanti bimbi iscritti al corso minibasket, nonostante la concorrenza di società più blasonate, è soprattutto merito suo e della sua passione per questo sport. Ho avuto la possibilità di vederlo all’opera in più di un allenamento e resto con l’idea che di gente vera e genuina come lui ne esistano pochi in circolazione.

 

Primo anno di inattività dal basket giocato.

Come la stai vivendo?

Non è mai facile abbandonare un’attività che hai nel cuore dall’età di 5 anni, ma posso dire con certezza
che sono felice di aver trascorso in campo (dai 15 ai 30 anni) i migliori anni della pallacanestro italiana. Gli ultimi 4 sono stati uno scempio per il movimento cestistico, coinciso non a caso con le folli regole dei parametri. Società piene di problemi economici, roster di 7-8 giocatori che spesso non si dimostrano all’altezza del campionato disputato, ripescaggi continui in qualsiasi serie, se le società non pagano alla federazione i parametri entro una data vengono immediatamente esclusi dai campionati mentre se non pagano gli stipendi ai giocatori per mesi è una cosa “fisiologica” (sign. Petrucci di fisiologico c’è solo la follia di voi capi), regole dei campionati cambiati a un mese dalla fine del torneo, fino ad arrivare al girone siciliano-calabrese di DNC con sole 10 squadre iscritte. Quindi sicuramente questo tipo di pallacanestro non mi mancherà mai, purtroppo penso ai giovani che iniziano adesso la loro carriera e mi chiedo se mai ci sarà un miglioramento del movimento per consentire a chi ama questo sport (tifosi inclusi) di continuare a divertirsi nei prossimi anni.

Sei diventato un Coach del campionato parallelo più seguito della Calabria.

Stai pensando di ripercorrere la carriera di tuo padre(Nicola grande vecchia gloria nero-arancio ha allenato con profitto per tantissimi anni)?

 

L’idea di fare l’allenatore mi ha sempre stuzzicato. Il vero problema è che si devono cambiare troppe cose in Italia. Come dice il nostro amico Giò Granata, bisogna iniziare ad abolire il corso obbligatorio per diventare allenatori. Non è possibile che per allenare in C regionale devono passare 2 anni e per allenare dalla DNC alla DNA si devono seguire 6 anni di corso (ovviamente con pagamento annuale di una quota). Posso capire i corsi d’aggiornamento perché un allenatore deve essere sempre aggiornato, ma obbligarci a “sprecare” anni per rincorrere una tessera penso sia una cosa folle. E visto che per allenare devo aspettare i 40 anni, non credo che il mio futuro sia in panchina. Con tanti ringraziamenti alla federazione.

 

Crisi del basket: ho una bacchetta magica e posso far diventare Daniele Saccà il nuovo Commissioner del basket tricolore.

Cosa cambieresti?

 

Non basterebbero 100 pagine. Ho già parlato in precedenza della follia dei parametri (ricordo che se una società fallisce, il parametro del giocatore finisce ogni anno nelle ricche casse della federazione), del corso allenatore (troppi anni per una tessera e troppi costi annuali) e di altre cose che non vanno (la federazione si preoccupa dei calzini che devono essere dello stesso colore della maglia, ma di cosa stiamo parlando?). Ma la cosa che più ha cambiato il basket attuale è l’incredibile regola degli Under in vigore dal 2004. Trovo assurdo che un ragazzo viene tesserato da una squadra solo perchè la regola lo impone. In DNA viene premiata economicamente chi fa giocare più ventenni (sono contento che quest’anno abbia vinto la Viola, ma cosi facendo troppe squadre negli anni futuri giocheranno con soli under pur di respirare economicamente con conseguente abbassamento del livello dei campionati). Sono della vecchia idea che se un giocatore è bravo a 18 anni deve giocare per meriti suoi, come accadeva a fine anni  ’90 fino alla metà del 2000, non per obblighi della federazione o perchè la società non ha soldi per tesserare un trentenne. Fuori dalle scatole chi ha rovinato lo sport più bello del mondo, facciamo volentieri a meno di voi!!

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