Frammenti di Old Star Game

{iframe} http://www.youtube.com/embed/8Bd18Iad6Rw” frameborder=”0″ allowfullscreen {/iframe}

link

Emozioni a raffica, ecco le dichiarazioni dei protagonisti dopo la splendida giornata di festa della Viola

Una favola tutta in nero-arancio.

Serata indimenticabile per tutti gli amanti del mito Viola.

Il momento clou della domenica del PalaCalafiore parte da due volti, emozionati ed a tratti in lacrime.

La festa per i cinquant’anni del simbolo del basket in Calabria e non solo, la “Stella del Sud”, non poteva partire senza i due protagonisti principali.

Sugli spalti, con discrezione, e tanta emozione, erano presenti il Giudice Peppino Viola e l’Ingegnere Gianni Scambia, le due figure più importanti di una storia che dura da cinquant’anni tra soddisfazioni ed imprese, miracoli e fallimenti, problemi e periodi bui.

Simboli in scena? Più di quanto possiate pensare.

Non solo stelle strappa applausi come gli indimenticabili Sandro Santoro, capitano storico del sodalizio negli anni d’oro, il”Condor” Hugo Sconochini, argentino che ha mosso i primi passi nella Panasonic che fu.

E’ una Viola radicata che trova il suo motore in collaboratori preziosi e fedeli come il Dottore Gianni Calafiore, il Responsabile della Logistica Pasquale Favano, il Dirigente Tito Messineo ed il massaggiatore Lillo Barreca, un poker di affezionati alla causa comunque vada, dalla A alla D, nelle gioie e nei dolori.

Organizzazione sensazionale dell’appassionato Ale Nava, figlio del Pianeta Viola, che ha messo l’anima ed il cuore per organizzare lo show: la partita e la sconfitta di misura, dopo una clamorosa rimonta sulle ali delle triple di Lamma e Famà, passa quasi inosservata.

Si sente ancora rimbombare il palleggio di Massimo Bianchi al PalaBotteghelle ed i suoi assist verso il grande Kim Hughes che afferma: ”Vedere il Giudice e l’Ingegnere Scambia è un emozione. Loro hanno iniziato questa vita per Reggio.

Hanno portato il basket a questo livello così alto.

Il Giudice ha fatto sempre buone cose per la città ed in compagnia dell’Ingegnere sono un duo meraviglioso”.

Gaetano Gebbia siede in panchina accanto a Coach Zorzi ma lancia il suo fermo appello: “Non concepisco come l’impianto del PalaBotteghelle non sia ancora stato intestato al compianto Coach Benvenuti”.

Gus Tolotti, recordman di presenze in nero-arancio, sottolinea che “i brividi c’erano. E’ stato tutto molto emozionante e credo che non dimenticherò mai il mio abbraccio verso la curva”.

Tornare in campo? “Con la testa sono già pronto, il fisico non lo permette ma ritornerei di corsa”.

“Ho avuto la pelle d’oca nell’abbracciare il Giudice Viola e l’Ingegnere Scambia. Le vicende che si sono succedute successivamente mi hanno lasciato l’amaro in bocca e sono una delle pagine più brutte della mia vita. Siamo qui per combattere ancora, come dice il mio amico Santoro “qui non si muore mai”.

Stefano Attruia, playmaker “tutto pepe”  della Viola degli anni ’80, è raggiante: ”Ritrovare tanti amici e tanti ricordi nel posto dove ho iniziato a giocare a basket mi ha lasciato il segno. Condividevo tutto con loro, ritrovare dei “fratelli” come Gerardo Brienza e Giovanni Spataro è stato realmente grandioso”.

Il primo grandissimo argentino giunto a Reggio Calabria, in compagnia di Jorge Rifatti e De Simone, Hugo Sconochini, campione olimpico con altri tre cuori in nero-arancio come Ginobili, Montecchia e Delfino, afferma: “Emozione unica. E’ sempre bello giocare al PalaCalafiore. La gente si è divertita, era quello il nostro obiettivo, il resto sono palpitazioni che rimarranno per sempre”.

Il primo reggino in Serie A della Viola, Lucio Laganà, è sincero: “Ho pianto. Rivedere Peppino (mi permetto di chiamarlo così) mi ha provocato un’emozione fortissima”.

Giovanni Spataro, cuore nero-arancio, voleva esserci a tutti i costi: ”Non dimentico mai Reggio. E’ un tuffo positivo nel mio passato, il momento più bello della mia vita”.

Il Capitano Sandro Santoro è raggiante: “Abbiamo vissuto qualcosa di irripetibile, qualcosa di magico. Nonostante l’età non ne farò altre ma sono senza parole dall’emozione”.

Tonino Zorzi, premiato con l’Hall of Fame nero-arancio, afferma: “Bisogna dire la verità, un pezzo del mio cuore, forse qualcosa di più, è a Reggio Calabria.”

Mi piace tornare qui, sentire l’amore che questa città ha per il basket e per la Viola”.

La carrellata degli indimenticabili è infinita ma vogliamo chiuderla con le parole di una persona “vera”; “Arrabbiatissimo” per non potere scendere in campo ma esaltato dal coro della sua Curva al grido di “Curre curre guagliò”.

Donato Avenia ha un solo pensiero: “Io credo che sia tutto magico. Pensate che mia figlia sta giocando a Padova, la città di Massimo Mazzetto, vi ho detto tutto. Non amo parlare di questa cosa perché mi ha segnato molto”.

Da parte nostra, siamo sicuri che il compianto Mazzetto, da lassù, sia stato realmente orgoglioso di questa banda sorridente e colorata di nero ed arancio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Show Buttons
Hide Buttons