GIANNI VINCI E LA SUA VISIONE:”A 19 ANNI I GIOVANI FINISCONO AL CSI, E’ IMPROPONIBILE”
L’ex giocatore di Viola, Cap e Villa San Giovanni non usa mezzi termini: “Prima si investivano 10 ore al giorno su un talento, oggi si cerca la strada più facile. I giovani calabresi? A 19 anni finiscono al CSI”
REGGIO CALABRIA – Parola e sostanza. Nell’ultima puntata di “Tiro da 4”, il basket che parla la lingua del territorio ha trovato la voce di Gianni Vinci. Cresciuto nel mito della Viola con i classe 1980, con esperienze a Cap e Villa San Giovanni e non solo, Vinci non si è sottratto ai temi caldi del movimento cestistico reggino e non solo.
A partire dal nuovo direttore sportivo della Redel Viola, Vincenzo Meduri, suo storico playmaker. Per molti una scommessa, per Vinci una certezza. “È vero che è la sua prima esperienza, ma lo vedo molto molto bene – ha dichiarato l’ex giocatore – Sempre attento, sempre sul pezzo. Gli piace osservare e guardare tutti, l’ha sempre fatto. Lo vedo proprio bene”.
Vinci analizza con cura e criticsa il sistema, partendo da un paradosso: “Oggi prendi un talento gratuitamente, ma se arriva l’Armani te lo porta via. Il tuo lavoro è finito lì”.
Un modello che stride con la scuola di una volta. Quella del professore Melara, storico educatore della Viola prima e del Cap dopo. “Lui lavorava tantissimo su di noi– ricorda Vinci – Così come facevano alla Viola, all0’Azzurrina e nin solo. Tutti quei ragazzi cresciuti in quei tre vivai hanno giocato per 20-25 anni. I più meritevoli facevano il salto, gli altri restavano e ogni squadra aveva giocatori formati nei settori giovanili. E si monetizzava anche, con prestiti e parametri”.
Oggi, invece, la musica è cambiata. E non in meglio.
“Non ci si impegna più nella crescita dei ragazzi. È un fatto di convenienza”.
Il ragionamento è spietato: “Prima avevo un ragazzo che forse poteva uscire, io ci mettevo 10 ore al giorno per farlo diventare qualcosa. Oggi dici: vabbè, ne vado a prendere un altro altrove, vado in Africa, ne prendo 15. È molto più semplice. La strada più facile”.
Una deriva che penalizza soprattutto i giovani del territorio. “I ragazzi a 19 anni, anziché aspirare ai campionati FIP, vanno a giocare nel CSI”, denuncia Vinci.


