CSI

GIO’ GRANATA:”NON ABBIAMO ANCORA PRENOTATO PER ASTI”

Clima da grande serata di basket a marchio Csi, nel post gara che ha visto protagonista la corazzata Reghion campione d’Italia contro una mai arrendevole Cosentia. A fare da sfondo, un match duro e combattuto contro il Cosentia, capace di lottare fino all’ultimo nonostante un divario che alla fine si è fatto pesante. L’intervista, è stata un’occasione per guardare al presente, ma anche per gettare uno sguardo nostalgico al passato.

 

Granata non ha dubbi nel riconoscere il valore della squadra avversaria. “Innanzitutto  mi aggrego ai complimenti fatti  agli avversari: veramente tosti. Hanno lottato fino all’ultimo, poi sì si è creato un bel divario, ma loro sono stati veramente caparbi e hanno due o tre giocatori interessanti”. Il segreto della sua squadra, però, resta sempre lo stesso: “Noi, come al solito, facciamo del collettivo la nostra forza. Siamo la solita famiglia di pazzi e quindi alla fine l’abbiamo portata a casa”.

 “Devo attenermi a quanto hanno detto le classifiche dei due gironi, quindi vedo favoriti i Bolliti. Sono un gruppo giovane e, anche con noi, nonostante il divario che c’è stato nelle sfide, hanno fatto vedere un bel potenziale”. Ma attenzione al Cus Cosenza: “Il Cus è arrivato primo in un girone dove c’erano avversari come quelli di stasera, che non sono stati per niente facili. Il punteggio non deve ingannare: la partita è stata dura e tosta nella massima correttezza. ”

Secondo Granata, l’attuale campionato del CSI è profondamente legato a quel periodo del basket anni ottanta e novanta: “La nostra squadra è fatta di gente che ha giocato insieme o contro, ma essendo amici di quell’epoca. Alcuni anche in categorie superiori, dove il basket era una cosa seria – non che ora non lo sia, ma allo Scatolone il sabato entravamo alle 3 del pomeriggio e uscivamo alle 10 di sera. C’erano 400 persone. Le squadre erano tante, le partite di regionale numerose, con belle trasferte”. E conclude con un sorriso: “Possiamo dire di essere stati fortunati a goderci quei momenti. Questo campionato è frutto di quello che è stato a quell’epoca”.

 

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