CSI

GIOVANNI CENTOFANTI, ESTATE VINCENTE

Giovanni Centofanti,ha cucito sua pelle ha cucito il ricordo di una stagione da incorniciare: scudetto vinto con la Reghion al Csi Open, trionfo al PBK di Pellaro, e un fratello che finalmente ha esaudito il desiderio più grande giocando e vincendo con suo fratello Lorenzo.

«Sì, sì, bellissimo. È un sogno che si realizza, e sicuramente questa è un’esperienza da vivere perché, diciamo, con questo caldo che c’è, un pochettino distogli i pensieri e si suda un po’ di più. Poi comunque si sorride, si incontrano persone che sono sempre nel circuito del basket, e complimenti volevo fare all’organizzazione e ai ragazzi giovanissimi: organizzare un torneo così non è facile, e devo dire la verità: non c’è stato nessun intoppo. Quindi complimenti a loro».

Siamo reduci da un momento fantastico, da qualcosa di straordinario. Ma quale immagine porta con sé Giovanni, tra le mille della cavalcata verso il titolo del Csi Open? La risposta sorprende. «No, il frame che porto è la prima sconfitta con Roma Nord – ammette senza esitazione –. , perché da lì abbiamo capito che dobbiamo giocare, non è tutto dovuto. Non eravamo arrivati lì a farci la passeggiata, e abbiamo cominciato ad avere un’identità: quella di essere comunque sempre uniti. E insieme abbiamo portato a casa quello che sicuramente si aspettavano tutti. Abbiamo confermato».

 

Poi arriva il momento che scioglie ogni riserva. «La dedica a casa secondo me è il momento più bell». Centofanti sorride, ma i suoi occhi si fanno profondi. «Mio figlio è stata, diciamo, la gioia più grande della mia vita, dovuta anche alla donna più importante. Che non ci fosse stato lei, questo oggi non si potrebbe mai avverare. Io, per chi mi conosce, ero proprio la testa un po’ sulle nuvole. Lei mi ha rimesso a posto e abbiamo creato la cosa più bella della nostra vita».

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