GIOVANNI RUGOLO: IL FUTURO? LA MIA PASSIONE NON FINIRÀ MAI
Il capitano della Reghion, campionessa d’Italia CSI Open per il secondo anno consecutivo, traccia il bilancio della stagione e guarda al futuro: «Dopo la prima sconfitta eravamo a cena con mille dubbi. Poi è andata». E sui giovani del roster 2026: «Devono puntare a qualcosa di più importante per la loro carriera»
REGGIO CALABRIA – Si può creare una dinastia? Si può continuare a vincere? La domanda sorge spontanea dopo il secondo titolo nazionale consecutivo conquistato dalla Reghion nel torneo CSI Open. A rispondere è Giovanni Rugolo, capitano della squadra campionessa d’Italia e anima del progetto popolare sostenuto dai Total Kaos.
«Sì, potrebbe essere. Diciamo che abbiamo bisogno di nuove leve – spiega Rugolo – quest’anno ci hanno dato una grandissima mano Giovanni Scialabba, Simone Surfaro. e Andrea Ripet. Vedremo cosa decideranno di fare, perché comunque anche loro hanno la pallacanestro nel sangue. È bello, ma è giusto che puntino a qualcosa di più importante per la loro carriera».
Riavvolgendo il nastro, il capitano torna a uno dei momenti chiave della stagione: la cena dopo la prima sconfitta contro Roma Nord, quando gli sguardi in tavola erano perplessi e i dubbi tantissimi.
«È stata una serata un po’ particolare dopo la sconfitta – racconta – per fortuna avevamo il buon Pasquale, detto Mimmo Tra,ontana, che ci dava una grossa mano nel tener su il morale. Dovevamo cercare in tutti i modi di risollevarci e ce l’abbiamo fatta, anche perché sappiamo quali sono le nostre potenzialità e qual era il nostro obiettivo principale».
Tra i momenti più emozionanti dell’anno, la serata con Carlo Recalcati, leggenda del basket italiano. «NL’anno scorso ho avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con coach Recalcati, ma anche con Sasha Volkov. Sono un qualcosa di importante per la Viola Reggio Calabria del passato. Se dopo tantissimi anni il popolo reggino ne parla ancora, significa che hanno lasciato qualcosa di importante, indipendentemente dai risultati: sono i valori umani dei giocatori, del coach, dello staff che hanno fatto sì che Reggio fosse nel loro cuore e loro nel cuore dei reggini».
Rugolo non nasconde che qualcosa è successo nel recente passato: «Onestamente è successo qualcosa in questo periodo un po’ particolare, senza entrare nello specifico. Io già stavo lavorando per la Viola Reggio Calabria di questa stagione e poi, per motivi che non sto qua a sindacare, si è deciso di prendere strade diverse. Va bene così. La mia passione per la pallacanestro non terminerà mai».
Il capitano continua ad allenare e a seguire tanti ragazzi: «Ho allenato quest’estate Ashley Egwoh, che è andata a Schio, nella società più importante del basket femminile. Ion Lupusor sta facendo veramente bene in A2, è un quattro titolare nella sua squadra a Montecatini. Lo stesso Valerio Costa,Alfonso Zampogna, Marco Laganà, Manu Fernandez, Alescio: sono ragazzi che si appoggiano a me, anche i più giovani. Sono molto contento, lo faccio con tanta passione e professionalità».
Un’ultima riflessione sul movimento Csi: «Sicuramente Armando Russo ed il Presidente Cicciù in questi anni hanno cercato di tenere alto il nome dello sport, in questo caso passami il termine parrocchiale, ma di minor livello. È sempre difficile gestire certe situazioni per svariate problematiche che hanno tutte le squadre, però l’importante è che tutto venga fatto in maniera più professionale possibile».


