Il basket? Una lieta dipendenza

 

 

Un lieto ritorno nel basket senior.

Coach Brienza come hai vissuto la tua prima esperienza al Nuovo Basket Soccorso?

 

Ti ringrazio per il lieto, caffè pagato(va bene Coach ma non ci innervosiamo ndr).

Ho accettato volentieri di sposare il “progetto NBS” perché mi piaceva il loro modo di intendere il basket, con persone che cercavano passione. Lo staff tecnico e quello dirigenziale si sono messi subito a disposizione ed hanno provveduto a risolvere le criticità che si creavano di giorno in giorno, (tranne quello della taglia della maglietta). Abbiamo centrato un buon risultato, che ho sempre creduto essere nelle possibilità della squadra, qualificandoci per i play-off. L’unica mia grande perplessità era la gestione di un atleta-figlio(il figlio Antonio era una pedina importantissima per il team ndr). Penso di esserci riuscito cercando di lasciare i commenti in campo, ma poi nella vita domestica qualche appunto usciva di tanto in tanto, perché le partite e gli errori venivano memorizzati. Bisognerebbe chiedere a lui, come ha vissuto questa esperienza.

Prossimo traguardo, sfiorato quest’anno, sarà quello di vestire la stessa canotta ? Allora si che saranno guai! Meglio largo ai giovani!!!

 

Il momento più alto della stagione, probabilmente è arrivato dopo la tua espulsione in gara due contro la Kleos.

Un commento sulla post-season?

 

Credo che sia stato evidente la crescita del gruppo già nel finale della regular season, dove abbiamo sfiorato vittorie esterne e vinto largamente in casa. Il gruppo ha affrontato con la giusta motivazione e determinazione la sfida contro una squadra obiettivamente piùattrezzata!

In gara uno abbiamo provato a sorprendere la Kleos andando vicini ad un’impresa. In gara due i ragazzi hanno provato a superarsi disputando una partita di grande sacrificio ed intensità agonistica per far fronte al rientro del fuori categoria Seby Canale in una squadra che certo non ne era sprovvista. Tutto sommato sono soddisfatto dei miei ragazzi che hanno dimostrato il lavoro svolto e sono usciti a testa alta dal campo.

Anno di crescita per tanti tuoi allievi.

Rispetto all’inizio della stagione li trovi maturati?

 

Cresciuti e smaliziati, in fase di maturazione direi, ma non solo per i giovani ma anche per chi non lo è più tanto. Forse si poteva fare di più, ma gli imprevisti infortuni ed impegni di lavoro ci hanno penalizzato tutti. Ho avuto a disposizione solo per la prima partita la squadra al completo e, guarda caso, abbiamo perso rocambolescamente dopo supplementari!

Da quel giorno mi sono detto: “quest’anno ci divertiamo alla grande perché questi ragazzi ci mettono tutto e si divertono ed io insieme a loro, sarà un’annata fantastica!”. Poi l’infortunio di Nino Crucitti, fuori quasi per tutto l’anno, l’assenza dei due veterani Michele Chiappalone e Fabio Schiavone, l’altro infortunato lungodegente Andrea Schiavone e Nino Nocera, ci hanno obiettivamente sbilanciato un poco. Però l’evidenza è che tutti è dico tutti gli altri hanno messo così tanto in campo, (anche chi si è aggregato solo per qualche partita), che di più non ci si poteva chiedere. Ci si sa !!! (Cit. Made in Sud). Inoltre dal vostro rilevamento statistico della classifica maratori (scusate se vi abbiamo fatto saltare l’impaginazione), ma tutti i tesserati sono andati a canestro e due o tre sono stati stabilmente nella Top 10. Nonostante tutto abbiamo avuto in ogni partita un leader che si è saputo ergere a protagonista e questo, per me è molto bello perché hanno acquisito consapevolezza delle loro potenzialità. Non posso fare altro che essere orgoglioso di loro, e ringraziarli per avermi fatto crescere in determinate situazioni.

In mezzo ad una crisi totale del movimento, cosa ti spinge a dedicare tante ore in palestra per questo sport?

Nonostante tutto, la PASSIONE per questo sport è una dipendenza e dalle dipendenze è difficile liberarsi, soprattutto se non lo si vuole. Quando poi si hanno dei ragazzi che nonostante tutte le difficoltà si impegnano oltre i propri limiti sono i loro occhi che te loimpongono. D’altra parte anche tutto lo staff tecnico ed i dirigenti con a capo Vincenzo Tripodi e il presidente Lillo Chiappalone hanno riposto in me grande fiducia affidandomi totalmente le redini ed io non potevo deluderli. In verità loro pensano di aver scelto me ma sono stato io a scegliere loro, perché mi piaceva il loro stile di gestione ed il “progetto” della NBS.

Quei suoni e quelle strisce ti tracciano il DNA e non puoi più farne a meno.

E poi dove puoi ascoltare migliore musica se non in palestra?

Corsi per diventare allenatori. Un tuo giudizio?

 

Sicuramente servono ad acquisire ed approfondire la conoscenza di determinate situazioni viste da un’ottica diversa con tecnici di grande esperienza e preparazione. Rappresentano un’importante occasione di confronto di idee e di crescita quindi di arricchimento del proprio bagaglio tecnico-tattico di allenatore. Inoltre trovo molto appropriato anche il completamento del corso con lezioni riguardo la preparazione atletica, la psicologia e la gestione di squadra, e nozioni di gestione manageriale di società sportive che aiutano a formare una figura complessivamente più competente.

 

Crisi del basket, da dove si può ripartire?

Con 4 semplici mosse:

1) azzerando i parametri,

2) investendo seriamente nei settori giovanili,

3) ritagliando maggiore spazio ai giovani nei campionati senior,

4) montando un canestro su ogni porta di calcetto, (o almeno un playground) per quartiere.

Permettimi un ringraziamento a tutta la famiglia NBS, che ci segue anche dalla uggiosa Londra, ed in particolare al “Losco” che è stato il vero leader di questo manipolo di soggetti sia in campo che fuori (soprattutto sulle rimesse)!!!! Grazie Losco!

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