Il Cerchio che Si Chiude: Il Ritorno a Casa alla Scuola Basket Viola(Attenti a loro)
È l’odore di casa. Pasquale Motta varca la soglia del DR1, il campo della Scuola Basket Viola, e per un attimo il tempo sembra piegarsi.
Poi, vede lui. Antonio Smorto. Non è più il ragazzo magro e affamato dei tempi delle giovanili, ma ha lo stesso sguardo, quello di un predatore, di un fuori-categoria che sa di esserlo.
I loro occhi si incrociano e un sorriso complicito, carico di anni di storia, si dipinge su entrambi i volti. Non servono parole. Un abbraccio forte, da fratelli. Il cerchio, dopo un viaggio lunghissimo, si è chiuso.
Il loro cammino è la mappa del basket vero, quello che scorre nelle vene, lontano dai riflettori accecanti dell’élite. È iniziato qui, tra le mura accoglienti a marchio Sbv.
La foto è dei tempi del Trofeo Malaguti di San Lazzaro di Bologna, ovviamente in un centro Nike.
Ora, quel filo rosso li ha riportati insieme proprio qui, da dove era partito tutto.
Per Motta, questa è una scelta di cuore. Dopo aver vissuto ogni emozione in A dalla panchina, torna alle radici. Torna per mettere la sua esperienza al servizio di un progetto enigmatico e ambizioso, ricostruendo la magia di un tempo con il suo storico compagno d’avventure, Gaetano Condello.
Per Smorto, è una scelta di vita. Dopo aver dominato i campi, ha deciso di dominare la sua vita. Il ritorno a Reggio Calabria non è solo un ritorno al basket. È una nuova sfida personale, un’avventura commerciale intrigante che lo lega ancor di più a questa terra. La palla a spicchi resta la sua linfa.
Il DR1 ha di nuovo la sua anima. La storia è pronta per essere riscritta. Insieme.


