Il Coach Benedetto a Tutti figli di Campanaro

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Il Coach della Viola Reggio Calabria Giovanni Benedetto è stato ospite a “Tutti figli di Pianca e Campanaro”, all’interno del format sportivo in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì sulle frequenze di Radio Touring 104 ed in Tv in Radiovisione sul canale 655 del Digitale Terrestre.

Partiamo dal Trofeo Sant’Ambrogio, saranno due giorni speciali considerando che accanto al lato prettamente agonistica ci sarà uno spazio legato alla Panasonic dove Coach Benedetto era l’Assistant Coach,ricordi bellissimi,dico bene?

Ero un giovane allenatore. Avevo 25 anni: mi sono affacciato ad un mondo diverso passando dal divertimento di allenare dei giovani al professionismo vero e proprio.

Una squadra stratosferica: è stata un’esperienza di vita meravigliosa, formativa.

Ho tantissimi ricordi che mi legano a quella squadra e specialmente al Coach Carlo Recalcati”.

Volkov,Garrett, Santoro,Avenia ecc a Reggio Calabria. Semplicemente brividi..

Assolutamente.

I brividi li abbiamo fatti venire ad ottomila spettatori che domenicalmente venivano a seguire le nostre partite: gli stessi brividi li provavo personalmente da giovane allenatore reggino.

Emozioni forti che ricordandole fanno sempre piacere”.

Come è andato il tour milanese della scorsa settimana?

Facendo un parallelismo con la squadra dell’epoca, nel ’92 facemmo una prestazione a Milano con i responsabili giapponesi della Panasonic.

Oggi, con uno sponsor sulla maglia dopo tanti anni di assenza viviamo un momento positivo: ci siamo riappropriati del sostegno di qualcuno che crede nei nostri progetti”.

Cosa si devono aspettare i tifosi della Viola da questo campionato?

Fare delle promesse è facile.

Non vogliamo illudere nessuno ma vogliamo solamente sognare un po’ tutti ad occhi aperti: vogliamo fare un buon campionato, il più bello possibile, senza prendere in giro i nostri tifosi ma facendo capire a tutti quanti che ce la metteremo tutta.

La squadra è una squadra importante e l’abbiamo costruita per cercare di far bene: io ho tanto entusiasmo e per me sarebbe meraviglioso vincere a casa mia.

Sarebbe fantastico e pazzesco”.

L’essere tra le squadre favorite del torneo quanto porta a chi guida questa squadra al lavoro mentale corretto per non far pesare la paura di sbagliare?

Il mio lavoro è proprio quello.

Nello sport a qualsiasi livello è così.

Tutti noi in base alle prospettive ed ai programmi abbiamo delle pressioni.

Il saper gestire queste forti motivazioni in arrivo dall’esterno o dall’interno del club è il segreto.

Deve diventare uno stimolo per fare meglio.

Dunque i tifosi possono avere la libertà di fare voli pindarici?

Non c’è alcun dubbio.

A me piace vedere i tifosi di Reggio Calabria che hanno voglia di sport e vogliono vedere primeggiare la squadra: è legittimo che sognino come e più di noi.

E’ importante far capire ai tifosi che è difficile provare a raggiungere gli obiettivi: i tifosi devono vivere, partecipando alla vita del club carpendo le difficoltà del Club stesso”.

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