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Il Giudice dei Miracoli Silenziosi

(5 anni senza Giuseppe Viola)
 
Cinque anni fa, il tempo ha commesso un errore imperdonabile: ha osato spegnere un Mito.
 
Per certe persone, infatti, per certi miti, il tempo non dovrebbe avere diritto di parola. Per certe leggende, la vita dovrebbe essere per sempre. Eppure, il 28 maggio 2021, Giuseppe Viola se n’è andato. A 90 anni. Lasciando un vuoto che non si riempirà, ma un’eredità che nessuno potrà mai cancellare.
 
Non è stato solo un magistrato eccellente. Non è stato solo il fratello gemello che decise di trasformare il lutto in amore. Giuseppe Viola è stato il deus ex machina della Cestistica Piero Viola – nata proprio da quel dolore, da quel nome, da quel “Pierino” scomparso pochi mesi prima. E da quel gesto, nel lontano 1966, è partita una favola vera.
 
 
Una favola partita dalle mattonelle umide del Piria e del De Amicis, poi lo Scatolone, il campo di periferia dove tutto sembrava impossibile, e arrivata dritta in Serie A. Attraversando la Reggio Calabria martoriata dalla guerra di ’ndrangheta, facendo sognare una città che fino ad allora aveva solo la Reggina. Poi arrivò la Viola. Il Mito Nero-Arancio a braccetto, come sempre con Gianni Scambia.
 
E la cosa straordinaria del Giudice era questa: faceva tutto sotto voce.
 
Sceglieva gli uomini giusti, e sapeva delegare. Due sole qualità – disse qualcuno – ma se un dirigente non sa fare queste due cose, allora non è un dirigente. Lui sì. Lui aveva anche un’altra dote, forse la più rara: il tocco umano con la gente. Tutti lo hanno amato. Tutti lo ameranno per sempre(1966-2026)!
 
Si è parlato tanto di intitolare il Corso Garibaldi a Gianni Versace. Ea lui? Come minimo il nuovo Palazzo di Giustizia!
 
 
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