Il malato basket fa i conti con la crisi

 

 

 

La Calabria fa da cenerentola nella penisola per budget e produzione di atleti ma come vi avevamo anticipato resta a galla riuscendo addirittura a migliorare la quantità ed il ranking del numero delle proprie squadre.(La Viola vuole la Dna,ci saranno Gioiese,Jolly,Redel,Planet,Soverato in Dnc con l’Olympia che giocherà l’A2 Donne).

Molla solo Rosarno tra i team della nostra Regione ma, i meccanismi di forfait a cascata appaiono un processo inesorabile che potrebbe far diventare il basket una sorta di sport minore.

In A1 molla addirittura Treviso che si appella in extremis al Consiglio Federale.Forfait anche per una piazza che ha lavorato molto bene nell’ultimo decennio come Teramo.

Piacenza, team che aveva investito molto(nella squadra giocarono nomi del calibro di Boni e Sconochini) non parteciperà alla prossima Lega Due.

Il bilancio in tutta Italia è di 34 società che hanno rinunciato senza includere qualche colpo di scena finale.Uno scenario desolante per un malato cronico(il basket) che proverà ad essere rianimato con un lieve abbassamento dei parametri Nas.Sarebbe come curare un malato terminale con un bicchiere d’acqua.

 

Nella riunione del Consiglio Federale di Sabato prossimo si parlerà anche di questo ma, da quel che appare, probabilmente si è arrivati già troppo tardi.

Il malato basket va curato dalle fondamenta con passione e voglia di coinvolgere tesserati,non tesserati,tifosi,telespettatori, internauti ed appassionati.Serve probabilmente meno burocrazia e più creatività:bisognerebbe ripartire da iniziative come quella di ieri sera a Taranto per far risorgere questo movimento.

 

E la Viola? Attende come sempre il fenomeno a “cascata” e le decisioni del Consiglio Federale.

Tutto può ancora succedere.Dna a 18? Dna a 20?

Un dentro o fuori che mette i brividi.Al Consiglio l’ardua sentenza.

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