Il Mito Viola e la Toponomastica: Immaginate…il Quartiere dove le Legende vivono per sempre.
C’è un rito, a Reggio Calabria, che si ripete ad ogni dipartita illustre.
È un grido di dolore, d’amore, ma soprattutto di rivendicazione. È il conforto della toponomastica, l’idea che un pezzo della città possa per sempre appartenere a chi ha regalato emozioni indelebili vestendo la maglia neroarancio.
Ma poi, si sa, tra l’inno e la targa c’è di mezzo l’oceano della burocrazia. Servono decreti, commissioni, attese bibliche. Così, il nome del mito rischia di restare sospeso, in attesa di un’intitolazione che arriva, quando arriva, spesso a caldo entusiasmo ormai raffreddato.
La città piange per la scomparsa di Kim Hughes..
Ma questa volta, tra le migliaia di voci, ce n’è una diversa. Quella di un nostro caro lettore, un sognatore con la testa dura e il cuore neroarancio.
La sua proposta non è un grido, ma un progetto. Una lettera semplice e geniale.
“Perché,” scrive, “dobbiamo sempre limitarci a chiedere una via? Perché non sognare in grande? Perché non creare, proprio qui a Reggio, un intero quartiere dedicato al Mito Viola?”
L’idea è una scintilla che divampa in un incendio di entusiasmo.
Immaginatelo.
Non un semplice agglomerato di strade, ma un vero e proprio Tempio a cielo aperto del basket. Il Quartiere del Mito Viola Basket.
Sarebbe più di un quartiere. Sarebbe una dichiarazione d’amore eterna, un luogo di pellegrinaggio. Un posto dove un padre potrebbe dire al figlio: “Vedi quella piazza? Quel giocatore era un eroe. Camminiamo sulla sua storia”.
La toponomastica smetterebbe di essere una meta lontana per diventare una realtà vibrante. Non si attenderebbe più che un mito se ne vada per celebrarlo, ma si costruirebbe oggi il pantheon dove tutti i suoi eroi potranno vivere per sempre.
È un sogno? Forse. Ma come scriveva il nostro lettore: “I sogni, a volte, sono progetti in attesa di coraggio”. E il coraggio, per la Viola, non è mai mancato. Forse è ora di sognare in grande. Per Kim. Per tutti loro.


