Il “pilastro” Morabito si racconta in tv: dall’Eurocup 2 alla Viola, passando per Special Olympics. “Reggio, questo è solo l’inizio”
“Con il progetto ReggioBic abbiamo vinto un titolo europeo. Siamo tutti orgogliosissimi, ma le emozioni sono ancora tutte lì, come un flashback”. A parlare, negli studi di Reggiotv, è Francesco Morabito, campione d’Europa con la ReggioBic nell’Eurocup 2 e autentico pilastro del progetto che ha riportato la città dello Stretto a vincere la kèrmesse continentale.
Ospite della trasmissione, Morabito ha regalato ai telespettatori un’intervista a cuore aperto, toccando temi che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo.
A distanza di settimane dalla storica conquista, l’euforia non si è affievolita. “Le emozioni sono ancora parecchie”, ammette Morabito. “Dobbiamo prenderla con calma, ce la stiamo prendendo, ma ancora ce ne stiamo godendo”. Il ricordo della notte della finale è vivido: “Io sono ancora lì come flashback. Non ricordo neanche quello che ci siamo detti in quel momento”.
“Reggio Calabria ha vinto un titolo europeo che è la prima volta. Un qualcosa del genere: siamo tutti orgogliosissimi”.
Ma il valore di questo successo, per il campione calabrese, va ben oltre il trofeo alzato al cielo. “Sembra sia l’inizio di qualcosa di più grande”, spiega. “È anche un traino per tutto lo sport reggino e calabrese. Si sta alzando il livello un po’ per tutti, stanno provando a spingere anche nelle altre discipline”. Ha tanti significati, questo risultato, e non per ultimo quello sportivo che resterà nella storia. “Ha parecchi significati, parecchi risultati più interessanti”, ribadisce Morabito, guardando già al futuro.
Oggi, il suo ruolo è cambiato ma non la sostanza. “Sto facendo quello che mi piace: lavorare con i ragazzi”, spiega parlando del suo comeback a casa. Dopo anni di lavoro con la Lumaka e il settore giovanile, ecco la chiamata della Viola: “È capitato questo impegno. Ignazio Vitetta meritatamente è andato in prima squadra e il settore giovanile è rimasto a me. Sto avendo buone vibrazioni”. E sottolinea: “È la maglia, la prima maglia che ho indossato. L’elemento più importante sono i settori giovanili”.
Un capitolo a parte merita l’impegno nel sociale, in particolare con Special Olympics curato da sua madre Elisa Elitro. “Si è conclusa da poco la trasferta di Taranto”, ricorda Morabito. “Un’altra bella parentesi”. Un mondo dove lo sport diventa pretesto per valori più alti: “C’è il piacere di stare insieme. Questo si trasmette anche trasversalmente, con il basket in carrozzina, con Special Olympics. Le persone con cui interagiamo sono quelle che conosciamo da piccoli. Si fa comunità”.


