Il Playmaker della Sala Operatoria, Super Viki.
L’auspicio è di vederlo il meno possibile.
Per un giocatore, incrociare lo sguardo del dottor Calafiore vuol dire che qualcosa nel proprio organismo, tra anche e ginocchia si è inceppato.
Eppure, lui è lì per questo: è l’eccellenza a cui ci si affida per tornare a essere macchine da gara.
Vincenzo Calafiore è un esempio clamoroso di come si possa studiare e giocare a basket, contemporaneamente, alla faccia del “marinare la scuola” o dei voti bassi per gli sportivi.
Non solo nei libri, ma nella vita. La sua partita si gioca su due parquet: uno di legna e uno di lucido ospedaliero.
A dirla tutta, il sabato mattina “nel gruppo della doccia” al Palalumaka, quel medico serioso dispensava playmaking da paura. Passaggi laser, letture di gioco che sembravano doti sovrannaturali. Un generale in canottiera(rigorosamente Adidas sin dai tempi Panasonic), molto prima di impugnare un bisturi.
Quel ragazzo è cresciuto, ma il campo da gioco non lo ha mai abbandonato.
Suo papà Gianni è quasi al cinquantesimo anno di servizio inossidabile con i colori neroarancio del Mito Viola.
È una dinastia, una fede tramandata come un cimelio di famiglia.
Lui, Vincenzo, può batterlo? In anni di servizio, forse. In passione, no. Perché quel neroarancio non è solo una divisa che si indossa dalla tribuna; per lui è un codice genetico, un pigmento dell’anima che ha curato atleti, ascoltato le ansie dei campioni, vissuto le notti prima delle grandi partite.
La sua formazione è stata pazzesca: tra i libri di medicina di Messina, e poi il volo oltreoceano a Chicago, il stage a Bologna con i medici della Virtus, le lezioni a Barcellona accanto al consulente di Barça e Real. È un cervello che ha fatto la valigia per portare a casa il meglio del mondo, ma con un unico, fisso biglietto di ritorno: Reggio Calabria.
Ha deciso di rimanere. Di tenere alta la bandiera di una terra che spesso non si fida di ciò che ha.
Lui, invece, ci crede. E lo grida come quando intonava urli prepara, da Capitano dei Cadetti campioni d’Italia di Gaetano Gebbia.Buon compleanno Doc!


