IL PUNTO A STELLE E STRISCE

di Gaetano Laganà – A meno di un mese dall’inizio dei playoff ed a meno di 15 partite dalla fine della RS, si inizia a delineare il tabellone che decreterà le squadre impegnate in post season. Tanto equilibrio all’interno delle Conference, ma tra est ed ovest c’è un abisso.

Mercato, infortuni e logiche di franchigia hanno letteralmente stravolto l’ultimo mese di Regular Season. Si è interrotto il dominio Warriors, Boston segue a ruota i Cavaliers e Westbrook non ha niente a che vedere con la razza umana. Nessuna delle posizioni playoff sembra consolidata al momento e questa è già una sorpresa considerando le premesse di inizio stagione.

Tuttavia è evidente come tra est ed ovest ci siano due campionati differenti. Basti pensare che ad ovest sono già qualificate 3 squadre, mentre ad est nessuna. Inoltre, i Cavs primi ad est hanno lo stesso record di Utah che però è quarta ad ovest.

 

EASTERN CONFERENCE

Per il primo posto la lotta è a due, con i Cavs in vantaggio di 2 partite sui Celtics. I Cavs hanno evidenti problemi in difesa (22esimi per efficienza difensiva) che li ha portati ad avere alti e bassi per tutta la stagione. Il mercato ha aiutato e non poco, ma il Re deve mettere a posto qualcosa. Boston dal canto suo lotta ed esprime al meglio il “Celtic pride”, ma ha enormi problemi a rimbalzo che non sono stati risolti nella finestre di mercato. Thomas è l’arma in più dei verdi, soprattutto quando il pallone scotta, ma manca un’alternativa offensiva al piccolo grande uomo.

Subito dietro ci sono i Wizards che si sono presi la terza posizione grazie ad 2017 pazzesco per Wall e compagni (22-6 dal 10 Gennaio). Anche Washington però deve trovare la quadratura del cerchio nella metà campo difensiva, anche se arrivare al terzo posto significa incontrare Lebron non prima della finale di conference.

Al quarto posto si trova Toronto, seconda per larghi tratti della stagione, ma crollata dopo l’infortunio di Kyle Lowry. I canadesi, principali contender dei Cavs ad inizio stagione, hanno bisogno del rientro al meglio del proprio playmaker per allungare la stagione. Certo è che con questa posizione, al secondo turno potrebbero già incontrare i campioni in carica dell’Ohio.

Nelle altre posizioni, Atlanta ed Indiana dovrebbe riuscire a tenere la quinta e la sesta sedia, mentre per le ultime due posizioni è sfida a 4 con Milwaukee, Detroit (settima e ottava al momento), Miami (22 vittorie nelle ultime 27) e Chicago (probabile infortunio di Wade).

 

WESTERN CONFERENCE

Gli Warriors fino ad 8 partite fa erano padroni della Lega e del proprio destino, poi il dramma (sportivo): KD fuori per infortunio almeno fino a fine RS. Nelle 8 partite successive, la squadra di Kerr ha perso 5 partite di cui due consecutive, cosa che non accadeva da quasi 3 stagioni. GSW è stata così raggiunta in vetta dagli Spurs, ma solo per una notte. O KD ritorna da KD, oppure potremmo assistere ad una delle debacle sportive più incredibili di sempre.

Ad una sola partita, come detto, c’è San Antonio che non molla un colpo. Leonard sembra Kobe degli anni migliori ed il sistema di gioco di coach Pop è come sempre perfetto. C’è da capire se questo sistema può essere così devastante anche in una serie al meglio delle 7 gare, anche considerando l’età degli interpreti.

Al terzo posto Houston, anche lei già qualificata ai playoff. I Rockets saranno quasi sicuramente terzi anche alla fine della RS. Con Haren da play i progressi sono stati esponenziali, ma il gioco dei texani sembra troppo incentrato sul tiro pesante che non sempre può entrare, soprattutto quando il pallone pesa di più.

Anche Utah, grande sorpresa della stagione, dovrebbe essere certa della propria quarta sedia ai playoff (manca solo la matematica). I Jazz con Hayward e Gobert sono decisamente esplosi, grazie anche alle idee di coach Snyder, ma sembra manchi ancora qualcosa. Il quintetto dei Jazz registra un plus/minus di -3,1.

Al quinto posto ci sarà sicuramente L.A. sponda Clippers, che ha resistito discretamente all’infortunio di CP3. Decifrare i Clippers rimane però impossibile. Il gruppo è ormai lo stesso da 4 stagioni e non ha mai superato il secondo turno. Potrebbe essere l’ultima chance.

Piccola battaglia tra sesto e settimo posto. Al momento la sesta posizione è occupata da OKC, grazie alle prestazioni di un atleta per cui sono finiti gli aggettivi (33 triple doppie in stagione). Se Westbrook è su un livello di gioco, i suoi compagni non riescono a tenere il suo ritmo e questo nei playoff si potrebbe pagare caro. Memphis resta a ruota e prova a trovare le contromisure. Anche in questo caso si tratta di un gruppo consolidato che però non riesce a vincere con continuità. La corsa per l’ultimo posto vede Denver in vantaggio (forse decisivo) su Portland e Dallas che devono provare a fare un miracolo.

 

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