IL PUNTO NBA

di Gaetano Laganà – Nella notte in cui Lebron diventa il settimo marcatore di tutti i tempi (superato Shaq), i Cavs perdono ancora e cedono nuovamente la vetta dell’est. I Blazers non si fermano più, mentre Westbrook sta per entrare nella storia. Quasi certo che non ci saranno italiani ai playoff.

 

EASTERN CONFERENCE

I campioni in carica sono ritornati in vetta ad est solo per una notte. Complice la sconfitta subita a Chicago, i Cavs retrocedono nuovamente al secondo posto, consegnando il primato a Boston. Parlando di Boston va fatta una menzione speciale per il GM Danny Ainge, il quale è riuscito a costruire una squadra al momento prima ad est, ma soprattutto questa estate avrà la prima scelta di Brooklyn (sarà entro la 5, se non addirittura la 3) ed avrà uno spazio salariale talmente alto che di fatto potrebbe prendere qualsiasi free agent sul mercato…CHAPEAU!!!

Segue al terzo posto Washington, nonostante la battuta d’arresto coi Clippers, e Toronto al quarto, ma con 7/8 partite da giocare e le 4 squadre raccolte in 3 sole vittorie di distacco tutto può succedere. Bisogna vincere per cercare il miglior piazzamento possibile, ma soprattutto bisogna vincere per proteggere le spalle.

Per gli altri quattro posti disponibili ancora nessuna certezza. Potrebbero stare relativamente tranquille Atlanta e Milwaukee che si terranno strette le 3 vittorie di vantaggio sulla nona (attualmente Chicago). Settima ed ottava sono Miami ed Indiana, ma con inerzia decisamente diversa. La squadra della Florida è decisamente in ascesa e fermarla al momento sembra cosa non facile per chiunque; i Pacers al contrario si trovano in un periodo no e lo sfogo di Paul George (“Siamo una squadra senza orgoglio”) sicuramente non aiuta. Al momento resterebbero fuori Chicago che si trova ad una vittoria di distanza, Detroit che si trova a due vittorie e mezzo di distacco e solo 6 partite da giocare e Charlotte a 3 partite quasi fuori dai giochi.

 

WESTERN CONFERENCE

La vetta dell’ovest è ormai cosa certa in attesa della matematica. I Golden State Warriors compiono l’impresa e violano l’AT&T Center di San Antonio, giocando una partita incredibile e rimontando addirittura da -21. 4 vittorie di distacco sugli stessi Spurs secondi a 8 partite dalla fine sembra un vantaggio difficilmente recuperabile, considerando anche il momento della squadra di Kerr che raggiunge 9 vittorie consecutive, di cui le ultime due on back-to-back (Rockets e Spurs!!!), in attesa del rientro imminente di KD.

Al secondo posto quindi ci saranno gli Spurs, mentre al terzo ci saranno il Barba ed i suoi Rockets, sostanzialmente con matematica certezza. Sia San Antonio, sia Houston oltre ad essere secondi e terzi ad ovest sono secondi e terzi nella Lega, cosa molto importante in un eventuale raggiungimento delle Finals.

Al quarto posto non mollano la presa gli Utah Jazz con una vittoria di vantaggio sui Clippers che a loro volta stanno vincendo partite decisive con una certa continuità. Griffin e compagni hanno però già giocato due partite in più rispetto alla squadra di Salt Lake City e hanno soltanto 5 partite per provare a raggiungere quel tanto agognato 4° posto ad ovest che consegnerebbe il fattore campo al primo turno. Ma i Clippers devono anche guardarsi le spalle da OKC e la voglia di record di Russell Westbrook, i quali hanno 3 vittorie in meno, ma altrettante partite in più da giocare. I Thunder, sesti, hanno invece un discreto tesoretto nei confronti di Memphis che sicura del settimo posto ha mollato un po’ la presa.

Per l’ultimo posto, c’è stato il colpo di coda dei Blazers che, spinti dal duo Lillard-Mc Collum, hanno vinto la partita decisiva contro Denver e adesso hanno una vittoria e mezza di vantaggio sugli stessi Nuggets, unica seria contendente rimasta per l’ultimo spot di post season.

 

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