Il Quartetto del Palalberti
L’odore del legno vecchio e della cera, quel profumo inconfondibile del Palalberti di Barcellona, era ancora lì, sospeso nella sua memoria come fosse ieri.
Ventisette anni dopo, Mario Porto chiuse gli occhi e ci fu ancora, per un attimo, il boato assordante, il lampo del flash che immortalò quella vittoria, il peso sudato della maglia addosso.
Ora, in una calda serata siciliana, l’odore era diverso ma c’erano loro.
Ciccio Inguaggiato, Mario Porto,Peppe Melone e Giampiero Corlito si sono ritrovati in Barcellona-Dierre.
Presero il campo, quattro uomini non più giovani, con alle spalle vite molto diverse.
Ma quando il pallone iniziò a rotolare, non contò più l’età, non contò il Texas, non contarono le glorie passate. Contava solo il rumore del pallone sul parquet, un rumore che per loro suonava sempre come il boato del Palalberti.
Insieme avevano vinto ventisette anni prima. E insieme, in quel pomeriggio, vinsero di nuovo. Perché la passione infinita, quella vera, non si ferma mai.


