IL TITOLO DI B IN NERO-ARANCIO E’ OPERA SUA:PARLA GIUSE BARRILE

Giuse Barrile è stato ospite del nostro format settimanale in compagnia del Presidente del Comitato Regionale Fip Calabria, Paolo Surace,del Presidente della Pallacanestro Viola Carmelo Laganà e dei dirigenti Rossi e Calafiore

 

Pillole da Rac Live

 

 

Il titolo sportivo? Una delle componenti fondamentali è quella economica.

Non si tratta solo di comprare come al supermercato.

C’erano tanti titoli in vendita.

L’abbiamo fatto per poter programmare meglio.

Una delle valutazioni fondamentali è stata che avere un paio di mesi di vantaggio ha un peso sia dal punto di vista dell’organizzazione che della programmazione che del coinvolgimento.

La società può organizzarsi ed affrontare i temi caldi che sono tanti dopo questo salto.

Rimane una procedura burocratica da svolgere che sarà perfezionata dalle Doa.

Bisogna considerare che non siamo stati gli unici a muoversi, siamo stati i secondi dopo Taranto, ma erano in tantissimi a muoversi in questo mercato.

Occorre evidenziare che i campionati, nella passata stagione si sono conclusi senza avere degli esiti.

Ad oggi abbiamo dei campionati senza retrocessione.

La Fip ha chiesto anticipazione di volontà.

Non sappiamo quali saranno i gironi ed attendiamo la Fip.

La nostra è una scelta di tempi.

Ritengo, ne sono consapevole che tutte le squadre che erano in testa ai gironi della C Gold richiederanno la Serie B, anche soltanto per un punto di vista morale e ritengo che anche le seconde e non solo ci proveranno.

Dunque, ci vorranno tempi troppo lunghi.

La nostra è una scelta per lavorare bene e rapidamente.

Le problematiche future saranno svariate anche a livello locale: dobbiamo discutere degli impianti sportivi, delle nuove regole sulle porte aperte o no e non solo.

 

Il titolo – Noi lo stavamo vincendo sul campo.

La chiave di lettura che do alla scelta è che la Viola se l’è conquistato.

In Italia dovremmo fare un salto di qualità da questo punto di vista.

Dobbiamo diventare un pizzico più americani allargando le vedute ed allargando quei percorsi per un sistema efficiente.

Il sistema franchigia potrebbe essere la chiave.

La stella polare dei meriti sportivi è fondamentale ma non in questo caso.

 

Bullara? Oltre che a basket era fantastico a Calcio Balilla.

Lo ricordo in Valtellina. Ci metteva la stessa tenacia del basket, era un fenomeno.

 

Le canotte? Quella di Caldwell è stata una lotta incredibile con Pasquale Favano.
Quella di Manu Ginobili è della sua ultima stagione a Reggio.

E’ stato un baratto con una fotografia, me la portò a casa.

 

Più squadre in B – cosa può succedere – Solo cose positive. Sarebbe bellissimo ed utilissime.

Giocheremo in B. C’è il rischio che non ci siano Costa D’Orlando e Torrenova.

Per fare un allenamento di livello decente dobbiamo andare in Campania.

Se ci fosse più squadre in B sarebbe bellissimo per tutto il movimento.

Se i numeri si moltiplicano sarebbe linfa vitale per le società di base ed il movimento in generale.

Gli sportivi avranno più scelta di campionati di livello e l’interesse crescerà.

Io penso che, la Fip regionale già lo fa, ma la Fip centrale dovrebbe incentivare i livelli d’alta quota a tutti i livelli ed in tutte la regione per dare un serio contributo alla pallacanestro italiana.

 

L’intervista di Campanaro –Mi ha fatto pensare quanto sono invecchiato.

Campanaro non è cambiato di un millimetro

E’ rimasto lui, quello di sempre, Lo stesso carattere, lo stesso modo di atteggiarsi sulle risposte. Si parla spesso anche a livello salottiero di Mark, era un mito sotto tutti i punti di vista.

Con il suo carico di birre spesso diviso con Kim Hughes spesso nascosto nello spogliatoio del Botteghelle.

 

Il futuro post Moretti – Il discorso vale per giocatori, allenatori e tutte le situazioni.

C’è un aspetto tecnico nello sport ed è legato alle situazioni.

Lo scorso anno, quello che abbiamo ritenuto di dovere garantire è la “regginità” nei limiti del possibile.

Si cercherà di fare sempre così anche se, voglio ricordare che questo non è un qualcosa richiesto dal popolo.

Rossi, Campanaro,Bianchi,Santoro,Mazzetto non sono reggini, Avenia e Tolotti idem.

Non deve diventare un discorso chiuso.
La Viola ha un grande merito: avere costruito tanti reggini venuti da fuori.

Una società è un’organizzazione complessa, idem una squadra.

Non si possono fare scelte qualunquistiche.

Dovremo guardare il livello del campionato, i gironi, le distanze, i percorsi e non solo.

La Viola guarderà sempre con un occhio attento quel che arriva da Reggio Calabria.

 

Quanto sono amati Zorzi, Recalcati,Lardo e Moretti? Sono situazioni che riguardano la persona e non dove si è nati.

 

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