ILIANO SANT’AMBROGIO: “RIVALUTARE LA FIGURA DELL’ALLENATORE”

Passo dopo passo,incarico dopo incarico. Il giovane Sant’Ambrogio argomenta tra l’essere Coach al girono d’oggi, il Trofeo Sant’Ambrogio ed il movimento basket.Il mio team tutto reggino? Deve chiamarsi “Viola”,in campo Valerio Costa, Marco e Matteo Laganà, Ion Lupusor, Victor Osmatescu,
Kevin Pandolfi, Antonio Smorto, Michele Suraci, Kenneth Viglianisi ed Alfonso Zampogna

  • Schemi, videotape, partite amarcord, come sta entrando la pallacanestro in questo momento di stand-by totale?

 

Il pensiero di tutti noi è rivolto sicuramente a domani. Difficile immaginare cosa ci aspetta, altrettanto difficile programmare una qualsiasi forma di attività. Approfittando di questa fase di stallo, contatti e momenti di confronto tra addetti ai lavori si sono intensificati. Oggi, grazie ad internet, c’è la possibilità di assistere a webinar altamente formativi da cui trarre spunto ed attingere materiale (un’idea, magari, per sostituire le famigerate riunioni PAO?), esaminare giocatori interessanti e schemi utili in ottica futura. Ogni occasione è buona anche per ricordare con piacere ed un pizzico di nostalgia tutto ciò che ci lega e ci ha legato ad amici e colleghi del mondo della palla a spicchi.

  • Mercati in crisi, sponsor alle corde. Ne risentirà il basket? A tuo avviso ci saranno forfait nel basket nazionale?

 

Le prospettive non sono sicuramente incoraggianti. Molte società sembra non abbiano la forza di riuscire a ripartire.
I mancati incassi di uno sport che già di per sé è poco remunerativo, a fronte delle onerose spese sostenute e dalla pochezza dei finanziamenti statali e regionali, possono costituire un colpo da cui, per molti, risulterà impossibile rialzarsi. Sembra inevitabile si vada incontro ad un ridimensionamento sostanziale, salvo stravolgimenti.

  • Nuove responsabilità, nuove motivazioni. Che annata, seppur terminata prima del previsto, stai vivendo ed hai vissuto in casa Costa d’Orlando?

 

Per ciò che concerne la prima squadra si è trattata sicuramente della stagione più complicata vissuta a Capo d’Orlando, soprattutto dal punto di vista logistico. Ritrovarci catapultati in un girone con Toscana e Piemonte ha completamente stravolto i nostri piani. Rimbalzare da una parte all’altra dell’Italia di settimana in settimana è stata una vera e propria impresa titanica. Pur non essendo strutturati per affrontare un campionato del genere, siamo riusciti a gravitare sempre in zona salvezza, nostro obiettivo dichiarato, chiudendo al decimo posto in classifica nonostante tutte le difficoltà. I risultati ottenuti in ambito giovanile, invece, sono stati soddisfacenti e motivo di orgoglio. Recitare un ruolo da protagonisti, su di un palcoscenico difficile come quello siciliano, è arduo per una realtà giovane come la nostra che conta su di un bacino di utenza ristretto. Complessivamente un’annata soddisfacente, ma non del tutto appagante.

  • Mondo dei Coach e contrattualistica di allenatori e giocatori. Questo accadimento ha messo alla luce dei nervi scoperti. Contrattualistiche diverse di categoria in categoria, tutele ridotte all’osso e tante problematiche.
    Da giovane allenatore non credi che il movimento di allenatori e giocatori dovrebbe strutturarsi anche da questo punto di vista?

 

Serviva una scossa, da tempo. Dispiace sia stata necessaria una pandemia per accorgersene. L’obiettivo adesso è rivalutare il concetto di professionalità associato alla figura dell’allenatore, rivendicando rispetto e tutele.
È stata sottolineata la disponibilità, come categoria, di discutere con i vertici del movimento non soltanto della questione economica attuale ma anche delle dinamiche di ripartenza, certi che se e quando si ripartirà,
lo si potrà fare su basi migliori e più solide solo includendo una componente basilare come quella degli allenatori. L’augurio è che essere oggi considerati formalmente dei tecnici “dilettanti”, nonostante la professionalità e le competenze acquisite, non precluda tale possibilità. I segnali sono incoraggianti ma sono necessari il sostegno e la partecipazione di tutti.

 

  • Trofeo Sant’Ambrogio. State già pensando alla prossima edizione? Quali ricordi in particolare porti con te di una kermesse blasonata e conosciuta in Italia e non solo? Qual è il tuo quintetto di sempre relativo ai giocatori che sono scesi in campo al Trofeo?

 

Il Trofeo è l’evento che da sempre contraddistingue l’intensa, lunga e passionale storia cestistica della mia famiglia.
Il coronamento di immani sacrifici da parte dei miei nonni, mio padre, i suoi fratelli e, anche se soltanto in minima parte, mia. I ricordi legati a questo evento sono molteplici ma credo che il più emozionante appartenga inevitabilmente all’ultima edizione dove, per la prima volta in assoluto, sono sceso in campo con la mia squadra di appartenenza.
Se ci saranno i presupposti, sono certo che mio padre vorrà portare avanti questa manifestazione che nel corso degli anni ha visto protagonisti atleti di livello assoluto. La mia personale Top 5 riguarda le edizioni dell’ultimo ventennio ed include Dino Radja, tra i primi europei impattanti anche oltreoceano, David Andersen, vincente di livello assoluto, Gianluca Basile, giocatore decisivo come pochi altri in Italia e in Europa, Manu Ginobili, talento cristallino poi consacratosi a livello mondiale, e Lynn Greer che, dopo aver partecipato e vinto il Trofeo, nella stessa stagione è stato eletto MVP di campionato e coppa nazionali.

 

  • Che aria si respira a Capo d’Orlando, città tanto piccola quanto protagonista con due squadre di basket nazionale?

 

La passione cestistica che anima Capo d’Orlando e tutti i suoi abitanti la rende posto ideale per dedicarsi anima e corpo alla pallacanestro. Non a caso tanti campioni hanno creato legami indissolubili con questa splendida realtà.
La convivenza tra le due compagini orlandine è resa difficile solo ed esclusivamente dalla carenza di strutture in cui poter svolgere le rispettive attività. Non c’è un’accesa rivalità sportiva cittadina come quella che ho vissuto,
sponda Fortitudo, durante la mia esperienza bolognese. D’altro canto però, l’idea di disputare un giorno il derbyorlandino in un campionato nazionale sarebbe elettrizzante tanto per gli appassionati quanto per gli addetti ai lavori.

  • Basket giovanile, parametri, momenti di riflessione ecc. In ottica ripartenza post COVID-19 anche il basket riflette su come ripartire. Quali sono a tuo avviso le mosse giuste per migliorare il movimento a livello senior e junior?

 

Bisogna fare di necessità, virtù. Approfittare di questo momento critico per rimediare agli errori del passato,
ovviando alle mancanze, tanto nel breve quanto nel lungo periodo. Incentivare al miglioramento premiando sacrifici e sforzi, non frustrandoli con spese spropositate. In quest’ottica andrebbero, prima di tutto, abbattuti i costi federali,
così da permettere alle società di investire maggiormente su settori giovanili e strutture ed ai tesserati su loro stessi.
Il movimento sarà anche in salute, ma non tutte le componenti che lo costituiscono possono dire altrettanto.

  • Ipotizziamo che Reggio possa avere un titolo di basket nazionale. Ipotizziamo di poter disporre di un team tutto reggino, allenatori inclusi. Componi la tua squadra per far bene. 10 giocatori ed uno staff tecnico con 3 allenatori.

 

Non riesco ad immaginare una realtà cestistica cittadina che sia slegata dal nome “Viola” e dai colori neroarancio.
Ho sempre sognato, come immagino tutti gli amanti della pallacanestro reggina, di rappresentare la mia città sui massimi palcoscenici nazionali come parte integrante della prima squadra. Chissà, forse un giorno. Potendo scegliere tra i ragazzi che, nel più recente passato, si sono distinti maggiormente per risultati, impegno e dedizione, arruolerei – in ordine esclusivamente alfabetico – Valerio Costa, Marco e Matteo Laganà, Ion Lupusor, Victor Osmatescu,
Kevin Pandolfi, Antonio Smorto, Michele Suraci, Kenneth Viglianisi ed Alfonso Zampogna. Se poi decidesse di vestire ancora i panni del giocatore, un posto sarebbe sicuramente riservato a Giovanni Rugolo. Lavorerei molto volentieri in prima persona con questo roster insieme ad uno staff composto da Domenico Bolignano e Giuseppe Condello,
per l’amicizia, le competenze, il rispetto ed i trascorsi sportivi che ci hanno unito ed uniscono ancora oggi.

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