Inno Viola, e se fossero i Kalafro?

 

 

Il nostro Reggioacanestro ha gia l’inno del basket di tutta la Calabria.

“24 Attimi e i palleggi del playmaker che scandiscono i miei battiti”.. chi non l’ha cantata o scaricata direttamente dal nostro sito?

Autori della canzone, sono i Kalafro Sound Power, gruppo raggae-hip hop calabrese, che nelle proprie canzoni inserisce spesso messaggi politici e di lotta alla mafia portando un messaggio di lotta in giro per tutta Italia, da Nord a Sud.

Saranno loro a cantare il nuovo inno nero-arancio?

Noi, in questo caso  ci schieriamo apertamente e palesemente schierandoci dalla parte di Kento e soci.

Durante la partita contro Potenza abbiamo dialogato con due componenti del gruppo Mad Simon e Ciccio Schiva.

Simone è ritornato al Palasport per riabbracciare due amici  come Paparella e Gambolati, conosciuti in Sicilia.

Ciccio,invece, è un ultras sfegatato della Viola e, a nostro avviso farebbe carte false  per  intonare una canzone simile.

 

L’Idea

Anche la musica rap può diventare un’ “arma» di resistenza e rinascita contro la ‘ndrangheta: il “primo cd calabrese veramente antimafia», intitolato “Resistenza sonora» è opera del gruppo dei Kalafro SoundPower, è stato prodotto con il Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. “Non abbassare la tua testa, tu non farlo mai. Non devi dargliela per vinta, non farlo mai”, sono alcuni versi del rap,

Le cronache

Sabato primo ottobre avrebbero dovuto suonare a Piscopio, in provincia di Vibo Valentia, ma gli organizzatori hanno dovuto annullare il concerto. Il motivo? Minacce. Piscopio sarebbe infatti uno dei nuovi centri della ‘ndrangheta, un paese in cui settimana scorsa ci sono stati due omicidi in 48 ore. Proprio per contrastare questo clima, sono stati chiamati a suonare i Kalafro, un gruppo che si scaglia con forza contro la mafia e la ‘ndrangheta.

Il loro concerto, però, non è gradito a qualcuno. Ecco allora arrivare messaggi intimidatori diretti a Don Mario Fuscà, parroco di Piscopio e organizzatore del concerto, cui viene indirizzato un proiettile inesploso fatto trovare sotto la statua del patrono.

Nonostante la minaccia, il concerto resta comunque in programma, ma quando il gruppo arriva, si scopre che il service ha rinunciato alla serata e che nessun service della zona è disposto a coprire questo buco. Niente concerto dei Kalafro, quindi. Il mattino successivo, poi, come ulteriore messaggio intimidatorio, il parroco-organizzatore trova squarciati gli pneumatici della propria automobile.

I Kalafro commentano così l’accaduto su Facebook: «Chi fa un concerto con canzoni antimafia, una sera, in un paese ad alta densità mafiosa, corre un rischio relativo. Chi invece in quel paese vive, opera e organizza quel concerto, ne potrebbe organizzare altri cento, e potrebbe fare tante di quelle cose contro la mafia da rappresentare lui il vero problema e il vero soggetto a rischio. È in questi casi che ci si chiede quale sia il ruolo dello Stato, oltre la riscossione fiscale».

 

Il testo della canzone di Reggioacanestro

 

Nicola Casile Masta P:Original Kalafro, insieme a Reggioacanestro, originale combination, direttamente dal Sud, sentila

Se vuoi lo sport il posto è questo, canta insieme a noi Reggioacanestro, tirala da tre, sai che cosa c’è, il portale più fresh zero demodè.(x2)

 

Dal web alla curva la folla che esulta, gente in doppia fila ma non scatta la multa, la palla nel cesto, un solo gesto, un terzo tempo (ehii) troppo onesto. Per tutte le squadre del tuo circondario, per ogni avversario (ehii) sarà un calvario, calabresi Nba, se ci sei, Reggioacanestro e Kalafro i Dj, vai!

 

Se vuoi lo sport il posto è questo, canta insieme a noi Reggioacanestro, tirala da tre, sai che cosa c’è,il portale più fresh zero demodè.(x2)

 

Kento:Pronti per la gara? Perché la sorte a volte è amara ti lascia una vita in panca e solo tre secondi in area. Si vince in cinque ma se l’anima non spinge, moltiplica per mille quei sei metri e venticinque. Questione di attributo, chi sta in campo e chi seduto, la regola qui è prenderla e metterla nel buco. E non contare i falli, anzi, se devi farli, colpisci il destino, mancino, come Chris Mullin. Imponiti con i gomiti con mani ed occhi aperti, lascia solchi con le Ewing sui parquet dei palazzetti Rimango diffidente vista l’ironia dei tempi, sorrido alla gente solo se indosso il paradenti. Lo faccio per le folle b-boy, buona b-ballers, questa samba scanna chi c’ha carma e  gamba molle. Quartieri del PlayGround, non signorine isteriche, difendi, passa e tira come Beat, Concetti e metriche.

 

Se vuoi lo sport il posto è questo, canta insieme a noi Reggioacanestro, tirala da tre, sai che cosa c’è,il portale più fresh zero demodè.(x2)

 

Via lo show, pick and roll è Mad Simon con il suo flow, parte e dribbla poi la tripla e s’infiamma il Palasport. E il coach chiama lo schema: ventiquattro attimi e i palleggi del playmaker che scandiscono i miei battiti. Non è tachicardia, non so neanch’io cos’è ma è amore il rumore delle suole sul parquet. E il sudore della fronte, testimonia la pazzia che se salto e tocco ferro non è per scaramanzia.

Ho la palla in mano e assaporo ogni suo spicchio, corro il rischio e colpisco fino a quando sento il fischio. Ed il cronista il radio commenta in diretta come Armstrong i miei tre passi dentro la lunetta. Il gioco e le sue regole come nella vita. Io vado avanti tra risa e pianti come nella vita. E guardo indietro i miei ricordi, mentre cresco e le mie migliori azioni solo su Reggioacanestro.

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Show Buttons
Hide Buttons