INTERVISTA AL MITO DEAN GARRETT

Ieri è stato l’anniversario, del canestro annullato al Palaverde. Oggi,in pezzo infinito di storia della Viola tra schiacciate, stoppate, sorrisi e ricordi andrà in onda su Rac in prima visione con l’intervista di Giovanni Mafrici

Emozioni su emozioni, stoppate su stoppate. Dai primi anni alla Viola tra immaturità e voglia di crescere, l’esplosione, il dominio in campionato, le stoppate, le schiacciate, l’entusiasmo, i sorrisi.

Il cittadino di Reggio Calabria, della Sosta di Villa San Giovanni, del lungomare di Pellaro è ritornato in città qualche tempo fa per riabbracciare tutti in occasione del Trofeo Sant’Ambrogio.

Oggi, il grande Dean, ritornato da protagonista in Nba dopo gli anni di Reggio e Pesaro(incredibile il suo contributo nella crescita di Kevin Garnett ai Minnesota.) vola online

ECCO L’INTERVISTA TESTUALE

Benvenuto in Italia Dean Garrett.

Garrett:”Grazie, grazie mille, è trascorso davvero tanto tempo dall’ultima volta che sono stato qui. E’ molto bello”.

 

Primo giorno a Reggio Calabria. Qual è stata la prima sensazione che hai avuto nel tornare a Reggio?

Garrett:”Mi ha riportato alla mente tanti ricordi, camminare per le strade ed incontrare amici mi hanno

ricordato tanti momenti davvero belli che ho trascorso qui a Reggio”.

Cosa significa per Dean Garrett Reggio Calabria?

Garrett:”Per me è il posto in cui ho davvero iniziato a giocare a basket in Italia. Sì, ero stato un anno a Forlì ma 

qui ho davvero iniziato a comprendere bene il gioco e migliorare come giocatore. A Forlì è stato un anno difficile per me

ma qui a Reggio sono rimasto per 3 anni e la Viola ha significato tanto, qui hanno creduto in me”.

Parlami un po’ di Carlo Recalcati.

Garrett:”Un grande coach, ho imparato tanto da lui, con lui ho imparato a giocare nel campionato italiano e so che

ha fatto grandi cose anche con la nazionale italiana. E’ stato un grande onore per me averlo come coach.”

Era il 1993, i bambini come me andavano ancora in gita scolastica e furono ricordi brutti un po’ per tutti.

Un canestro che cambiò la storia probabilmente della Viola Reggio Calabria…

Garrett:”Sì, il canestro era valido e lo sanno tutti che quel tiro era valido. Se fossimo riusciti a vincere quella gara

è probabile che, andando avanti, saremmo potuti arrivare anche a vincere il campionato.

Ho capito che, dal momento che giocavamo in trasferta a Treviso, quella chiamata è stata difficile per gli arbitri.

Se avessero validato il canestro probabilmente il pubblico di Treviso sarebbe impazzito quindi è stato più facile per loro

annullarlo. Sono comunque felice che i tifosi ricordino quella gara perchè a me sarebbe piaciuto tanto vincerla

e so che avremmo dovuto vincerla; loro avevano una grande squadra con Toni Kukoc e volevo davvero vincerla quella gara.

Quel canestro era valido”. 

Riavvolgiamo il nastro. Partiamo dalla prima esperienza a Reggio. Il primo anno della Panasonic in A1 non fu bellissimo.

Garrett:”Credo che nel primo anno fossimo molto giovani ed io stavo ancora imparando come giocare nel campionato italiano,

è stata la combinazione di questi due aspetti… nel secondo anno, invece, avevo appreso molto di più, con noi c’era 

Michael Young, realizzatore fantastico, la squadra era un po’ più “vecchia” e quello è stato un anno davvero divertente,

vincemmo la A2, tornammo in A1 e vincemmo tantissime partite. Ricordo che al palasport i tifosi erano sempre impazziti ed

eccitati ed è stato un anno divertente.”

Un mio amico qualche minuto fa mi ha scritto di averti visto in banca… che ci facevi lì?

Garrett:”E’ vero, sono dovuto andare in banca per cambiare la moneta. E’ stato divertente incontrare alcuni tifosi, 

mentre camminavo prima erano tutti sorpresi di vedermi, guardavano e si fermavano. Questa è la mia gente, i miei tifosi,

ed è bello che più di venti anni dopo si ricordino ancora di me e si chiedano “Cosa ci fa qui?” anche mentre vado in banca.”

Qual è la schiacciata più bella effettuata con la canotta della Viola Reggio Calabria?

Garrett:”Ho una foto di quando abbiamo giocato a Bologna contro Dallas Comegys e non ricordo chi fosse l’altro straniero,

ero andato parecchio in alto, guardavo verso il basso e la mia faccia era arrabbiata e Dallas Comegys cercava di evitarmi.

Ogni volta che giocavo volevo schiacciare e volevo farlo talmente forte che dopo un po’ nessuno cercava di contrastarmi, 

tutti hanno iniziato a spostarsi. Ho video di tante schiacciate in cui gli avversari si spostavano, non volevano finire nei poster.”

Chi è ora Dean Garrett?

Garrett:”Dean Garrett ora è un ragazzo felice, che vive a Las Vegas e si gode la vita. Non guardo molto il basket e 

non guardo neanche la NBA perchè credo che ormai i giocatori puntino solo ai soldi. Non provano più a vincere, ad 

essere dei buoni compagni di squadra, si preoccupano solo di capire quanti soldi faranno ed in quale città andranno a vivere,

Miami, Los Angeles… io ho vissuto a Reggio Calabria per 3 anni, nessuno voleva venire a giocare qui ma io amo questo posto.

Anche adesso la gente mi chiede “Dove vai?” io rispondo “Vado a Reggio Calabria” e fanno facce strane ma io gli dico: 

“No, è un bel posto, amo questa città”. 

Ti vedremo di nuovo scendere sul parquet e giocare?

Garrett:”Dovete andare su Youtube, non posso più giocare ma non vedo l’ora di incontrare i tifosi domani, 

sono davvero entusiasta di rivederli.”

Sei rimasto ancora in contatto con i tuoi ex compagni?”

Garrett:”Sì, sono rimasto in contatto con Sandro Santoro. E’ venuto a Las Vegas e ci siamo incontrati. E’ grazie a lui

che sono qui oggi, ha fatto da tramite con Cesare Sant’Ambrogio che mi ha invitato. E’ con Sandro che sono rimasto in 

contatto, anche su Facebook”.

Tempo fa, durante una telecronaca, mi arrivò un messaggio di Dean Garrett su Facebook che stava seguendo la partita dagli Stati Uniti.

Fu un’emozione grandissima…

Garrett:”Avevo capito che il basket era scomparso da Reggio per qualche anno, quindi ero molto felice di rivederla giocare.

Ero felice che Reggio avesse di nuovo una squadra e, quando è possibile, sfrutto ogni occasione per mandare un messaggio 

ai tifosi. I tifosi di Reggio sono tra i migliori, lo erano anche quelli di Forlì e Pesaro ma guardando i video su Youtube 

dei tifosi di Reggio, beh loro erano davvero pazzi ed è stato divertente giocare qui ed avere questi tifosi”.

Quanto è valsa l’esperienza a Reggio per approdare poi in NBA?

Garrett: “Beh, quando sono arrivato a Reggio venivo dai Phoenix Suns, mi ero fatto male al piede e l’esperienza qui a 

Reggio mi ha reso pronto per giocare. Se fossi rimasto a Phoenix probabilmente non avrei mai giocato, non avrei avuto 

fiducia perchè non avrei avuto l’esperienza del parquet. Venendo a Reggio, invece, giocavo ogni partita con un grande minutaggio 

ed ho maturato tanta esperienza utile per quando sono tornato negli Stati Uniti per giocare con i Minnesota Timberwolves.

Cosa ne pensi del tuo Presidente Gianni Scambia?

Garrett: “Voglio ringraziarlo perchè ha creduto in me, mi ha portato a Reggio e dopo il primo anno mi ha firmato per altri 2 anni.

La società ha creduto in me, mi ha voluto bene e quando giochi a basket vuoi sentirti apprezzato. Volevo andare in una 

società che mi voleva, lui ha creduto in me e l’ho apprezzato molto”. 

Ti ricordi qualche locale?

Garrett:”Andavo a La Sosta dopo ogni partita, non vedevo l’ora che finisse la partita per andare lì ed era sempre una grande festa.

E ci andrò anche adesso mentre sono qui.”

Garrett e Volkov oggi giocherebbero in NBA.

Garrett: “E’ stato fantastico giocare con lui, ho giocato prima con Michael Young e sono stato fortunato ad avere grandi compagni di squadra, 

grandi realizzatori. Sia la coppia Garrett e Volkov che la coppia Garrett e Young erano molto forti.”

Ti ricordi di Roberto Bullara?

Garrett:”Certamente, Roberto era una grande tiratore. Ricordo ancora una partita contro Cantu’ nella quale segno’ un tiro quasi da centrocampo

per vincere la gara e ricordo che impazzimmo di gioia quando realizzò quel canestro.”

Hugo Sconochini e Giorgio Rifatti?

Garrett:”Hugo era una grande atleta, mi sorprendeva sempre, si allenava forte, Giorgio me lo ricordo bene perchè mi marcava ogni giorno 

in allenamento e non ero mai leggero con lui, attaccavo sempre molto duramente ma lui non ha mai mollato e credo di averlo aiutato a diventare

ancora più forte.”

Una sola parola per descrivere la Viola.

Garrett:”Direi leggendaria. La Viola è leggendaria, a prescindere dai nomi degli sponsor che possono essere cambiati negli anni, il nome

Viola resta leggendario”. 

Grazie Dean.

Garrett:”Grazie a voi, grazie ai tifosi e grazie a Cesare Sant’Ambrogio che mi ha permesso di tornare qui a Reggio. Senza di lui non 

sarebbe stato possibile, quindi grazie davvero a Cesare”.

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