INTERVISTA AL RECORD-MAN NERO-ARANCIO GUSTAVO TOLOTTI

di Giovanni Mafrici – “La Viola ha significato tantissimo per me. Dodici campionati sempre con la stessa maglia: un legame che si è consolidato con gli anni ed è diventato sempre più forte. Seguo sempre con affetto ed interesse l’evolversi della Viola: va dato atto alla nuova società che lo sforzo c’è e si stanno impegnando quotidianamente. Il mio record di presenze? E’ una pallacanestro diversa. Io andrei a consolidare la squadra anno dopo anno ma la mia mentalità è legata ad un vecchio basket. Andrei avanti per piccoli passi. Nei miei anni non c’era la voglia di avere tutto e subito anche perché non è assolutamente facile, basti pensare ad Armani o alla Roma dei miei tempi. Per la gente e per i tifosi vedere crescere una società che mette un tassello anno dopo anno può far affezionare il pubblico anche quando le cose non vanno bene.Marco Laganà? Fa grande piacere vederlo in nero-arancio. E’ un ottimo giocatore. Potrebbe essere un passo per basare un discorso sui ragazzi di Reggio. Gli anni da ragazzi? Indimenticabili. Grandi soddisfazioni. Che imprese con Zorzi. L’eliminazione di Milano, le sfide con Varese: che spettacolo. Chi marcavo di Milano? Mc Adoo, una “bella bestia”. Il Botteghelle? Una bolgia allucinante. Mi auguro che quei periodi tornino, non dico velocemente ma che tornino”. L’ultimo pallone per vincere una gara? Michael Young era bello tosto. Caldwell? Un carro armato, una vera e propria macchina da canestro.”

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