Io e la mia Target:storia di una nuova e grande annata

 

 

Coach Putortì, complice il voto del pubblico non è tra i top Coaches votati su Reggioacanestro,un tuo commento?

 

Non tutti gli aventi diritto al voto sono stati tempestivi nel votarlo, in primis mea culpa, Enzo non troverà i propri estimatori tra il pubblico della rete. Ma un allenatore può avere diverse caratteristiche per essere vincente e una squadra, senza un punto di riferimento, come il coach Enzo, non avrebbe centrato tre promozioni consecutive. Non credo che la commissione dando un 15 avrebbe fatto torto a nessuno, premiando un allenatore, che riesce a trovare il linguaggio giusto per rapportarsi con giocatori di diverse generazioni(Coach installa whatsApp).

 

 

Una nuova promozione per la Target, per tanti preventivabile ma vinta sul campo, pallone dopo pallone anche a cospetto di avversari con più rotazioni e probabilmente più competitive. Te lo aspettavi un successo così netto?

 

Che fossimo una delle squadre favorite era ben chiaro, ma alzando le aspettative si può solo rimaner delusi.Arrivavamo al campionato con una squadra solida, semmai da rinforzare e non da costruire. Per completare un quintetto  mancava un giocatore con tanti punti nelle mani. La società ci ha portato col numero 6 “il Brigante”.Come ben suggerisci nella domanda, l’unico punto debole sarebbero state le rotazioni. Già alla prima di campionato, vincendo una bellissima

partita combattuta fino al supplementare, contro i giovani del basket Soccorso, si è reso più evidente che avremmo dovuto disputare ogni partita con la massima concentrazione

ed esperienza, senza mai sottovalutare nessuno. Diverse squadre, avendo panchine lunghe, hanno fatto pressione a tutto campo perintere partite e non mi aspettavo che la squadra sapesse soffrire e reagire alla grande per 40 minuti ogni maledetta domenica.

 

 

L’incognita, per la tua società nasce di stagione in stagione con le rinunce a ripetizione alla Serie D. Cosa ne pensi?

 

Penso che la Target negl’anni, abbia dimostrato serietà e amore per questo sport, creando, in un quartiere più difficile di altri(Archi),una bella realtà. Nelle oggettive difficoltà economiche del basket reggino, non si può pretendere che delle persone, per quanto innamorate di ciò che fanno, attingano a fondi personali per pagare dei parametri abbastanza onerosi. Mantenere degli orari settimanali,da ottobre a giugno, significa dar la possibilità a diversi giovani di giocare, di divertirsi e di far gruppo. Fare un passo più lungo della gamba comporterebbe difficoltà future. Quindi la società è ben consapevole che sarebbe una grande soddisfazione per tutti disputare una serie C Regionale guadagnata e sudata sul campo e farà di tutto, se i costi si adeguano alla crisi generale, per iscrivere la squadra alla categoria superiore.

 

 

Anche in questa stagione, tante formazioni hanno utilizzato la Serie D per far maturare i propri giovani. Ti ha impressionato qualcuno in particolare?

 

Ad impressionarmi non è stato il singolo ma il gioco di squadra delle formazioni con piùgiovani. Carattere, tanta foga, voglia di immettersi nella pallacanestro e il classico passa e taglia. Sicuramente se le società investono sui ragazzi, c’è la possibilità di continuarea vivere al meglio questo sport, nella speranza che da Reggio ed in Calabria nascano altri piccoli “campioncini”.

 

 

Fabio Carbone, membro storico della Target è pronto ad un trasferimento definitivo per ragioni lavorative. E’ la fine di un ciclo?

 

Preferisco pensarla come trasformazione di un ciclo. Fabio parte per trovare e garantire un futuro più agiato a se stesso, la sua famiglia e alla nostra squadra. Per la Target, non è solo il capitano, ma è la linfa della società, cura a 360° tutto quello che serve al nostro fabbisogno di giocatori, dai piccoli fondi che si riescono a trovare, alla presenza puntuale e costante, il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene.

Sono i piccoli dettagli a renderci unici. Sarà difficile abituarsi alla distanza fisica che si andrà a creare, ma conoscendolo non ci farà mancare il suo contributo come persona innamorata del basket e della Target.

Un ringraziamento particolare va a lui, che come uomo di sport, nella sua lunga carriera iniziata a 6 anni, non ha mai avuto comportamenti  irrispettosi e sancibili nei confronti di compagni, avversari ed arbitri e suoi nostri campi è un gesto d’apprezzare.

 

 

Sei stato, negli anni passati, un ottimo arbitro. Ci pensi mai ad un ritorno in canotta grigia?

 

Aver avuto la possibilità di vedere questo sport sotto diversi punti di vista sicuramente ha allargato la mia visione della pallacanestro.

Indossare la canotta grigia ha un ruolo parallelo e diverso da quello di giocatore. Non chiudo le porte a nessuna strada per il mio futuro, ma ora è tempo di giocare con gl’amici di sempre.

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