Kim Hughes: il Mito

Volete le favole? Quante ne volete.

Il fascino di intervistare Diego Armando Maradona o Pelè? Sì, forse anche meglio per gli amanti della pallacanestro e della Viola senza dubbio.

C’era una volta la Cestistica Piero Viola la cui dirigenza era capeggiata da un Giudice che di basket non ne capiva tantissimo ma aveva ed ha dei valori che raramente si trovano nelle persone comuni: il numero uno nero-arancio è alle prese con il grande salto nel basket che conta, ha fatto costruire un Palasport in poco più di 45 giorni (il PalaBotteghelle) e, accompagnato dal fedele dirigente Mario Monastero, e dal Coach, testardo livornese, Gianfranco Benvenuti volò a Denver per convincere un giocatore speciale: da giovanotto ai tempi del College Ncaa componeva il duo delle Twin Towers of the power con il fratello gemello Kerry.

Aveva già giocato nella gloriosa Olimpia Milano e, dopo l’esperienza alle scarpette rosse, vinse lo scudetto con Roma (prossima avversaria in casa della Viola giovedì prossimo al PalaCalafiore) sulle ali delle giocate di super Larry Wright.

Nonostante le richieste Nba dai Knicks e dai Nuggets, Kim scelse reggino dove diventò un cittadino unico contribuendo alla crescita esponenziale del mito Viola.

Oggi, dopo 27 anni, è tornato a Reggio per abbracciare gli amici di sempre.

L’America? Per Kim, sereno e disteso sulle frequenze di VideoTouring, è qui, in riva allo stretto.

Innamorato della città è tornato per sei mesi o, chissà, per rimanere per sempre.

I valori dell’amicizia, della sportività, della disciplina cestistica e  non solo sono alla base delle parole dell’ex Head Coach dei Los Angeles Clippers: Kim se la ride dopo aver appreso che il titolo della trasmissione giornaliera dedicata al basket si chiama “Tutti Figli di Campanaro” raccontando le performance del suo grande amico Mark.

Le sue parole sono d’amore verso una terra che non lo ha mai dimenticato e, a distanza di 27 anni, manda in tilt i centralini della Radio-Tv tra lacrime, cori e voglia di salutarlo.

Viviamo nella città più bella del mondo? Più bella di Los Angeles? Forse no, ma di calore e passione ne possiamo vendere a quintali.

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