LA BRONZA DI RIACE:LORY COSTANTINO TERZA AL MONDIALE MAXIBASKET
BRONZO AZZURRO PER LEI: LOREDANA COSTANTINO SCRIVE LA STORIA DEL BASKET REGGINO AL PRIMO MONDIALE MASTER FIBA
La playmaker calabrese sale sul podio in Grecia con la Nazionale Master. Un bronzo dal sapore di impresa, tra infortuni e cuore, che profuma di gloria infinita.
REGGIO CALABRIA – Non è solo una medaglia. È un simbolo, una rivincita, un pezzo di storia che si tinge di azzurro e di bronzo. Per la prima volta, la FIBA ha organizzato un Campionato Mondiale Master dedicato alle leggende del basket in rosa, e sul palcoscenico mondiale, il nome di Reggio Calabria è risuonato con orgoglio grazie a Loredana Costantino.
La storica playmaker reggina, colonna portante del basket femminile reggino, dopo il bronzo con il Fimba Maxi Basket World Cup si ripete.
Un alloro che va oltre il metallo, perché racconta di una squadra che ha saputo trasformare le avversità in carburante. Partita da Reggio Calabria, oggi in Liguria per ragioni lavorative, con il sogno di un oro, la compagine azzurra ha dovuto fare i conti con una sfortuna nera: infortuni a ripetizione che han, no falcidiato il reparto lunghi, in particolare in semifinale contro l’Irlanda, dove le assenze delle pivot titolari Seino (ex Priolo) e Sarni si sono fatte sentire in modo pesante.
Alla luce di questo, il bilancio è assolutamente positivo, racconta Loredana Costantino con il sorriso di chi ha lasciato l’anima in campo. “Inizialmente, visto il roster molto forte, puntavamo a un’altra medaglia. Purtroppo, in semifinale ci sono mancate le nostre torri. Abbiamo perso di soli 5 punti, e nonostante tutto… Ecco, quella partita l’abbiamo persa ma abbiamo vinto la dignità.“
E poi la resa dei conti, la finale per il terzo posto: un match che non si gioca con la tecnica, ma con il carattere. E gli attributi in rosa di questo gruppo non sono mancate. Costantino, che nella sua lunga carriera ha vestito maglie prestigiose dalla Serie A con l’Olympia fino alle esperienze tra Alghero, Sorrento, Battipaglia, Abano Terme, Palermo e Campobasso, ha stretto i denti anche per un problema fisico.
“A livello personale non sono mai soddisfatta al 100%“, confessa con la schiettezza della grande atleta. “Potevo fare meglio? Forse. Ma anche io ho preso una gran botta al braccio destro… Insomma, era una squadra decimata. Ma è stata una squadra che ha avuto le palle di vincere il bronzo stringendo i denti.“
E proprio da questa capacità di soffrire e rialzarsi nasce la “gloria infinita” del basket reggino. Perché Loredana Costantino non è solo una giocatrice: è il simbolo di una terra, la Calabria, che nel basket femminile ha trovato una delle sue espressioni più nobili. Cresciuta nella Leonardo Basket del professor Pino Pellicanò, ha imparato presto che il talento senza sacrificio non basta.
Congratulazioni Loredana. Reggio Calabria è orgogliosa di te.



