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LA LEGGENDA DEL GIUDICE: PEPPINO VIOLA, L’UOMO CHE REGALÒ LE ALI A REGGIO CALABRIA

Era il 1966 quando la vita di Giuseppe “Peppino” Viola cambiò per sempre. Non per una sentenza dal suo scranno di magistrato, ma per un lutto che avrebbe segnato la storia dello sport calabrese. La scomparsa del fratello gemello Piero,Pierino per tutti, lo spinse a compiere un gesto che sembrava dettato dal dolore e che invece si rivelò profetico: rilevò la società di pallacanestro più rappresentativa di Reggio Calabria e la ribattezzò Cestistica Piero Viola. Non poteva immaginare che quel nome sarebbe diventato leggenda.
 
Il magistrato divenne dirigente. L’uomo d’ordine si trasformò in un sognatore. Con la stessa rigore con cui amministrava la giustizia, Peppino Viola iniziò a costruire un miracolo: portare Reggio Calabria nel firmamento della pallacanestro nazionale.
 
La favola – perché di favola si tratta – la raccontò bene Dan Peterson, guru del basket italiano: “Pochi uomini nella storia sono stati identificati con il loro club come il Giudice”. Sotto la sua guida, la Viola non salì semplicemente di categoria; compì un’ascensione epica. Dalla Serie C degli anni ’60, quando in campo c’era un certo Santo Versace (fratello maggiore di Gianni), alla promozione in A2 nel 1983, fino all’approdo in Serie A .
 
Il suo genio? Era un uomo di silenzi, non di proclami. “Faceva tutto sotto voce, nessun atteggiamento da boss”.Ma sapeva scegliere gli uomini.
Oggi la Viola non è più in Serie A, ma il suo nome riecheggia …sempre e comunque.
 
. Perché Peppino Viola non ha costruito una squadra: ha piantato un seme nella terra arida di una città difficile, dimostrando che anche l’ultima spiaggia d’Italia può guardare le stelle.
Quando gli parlavi – dicono- era avanti di sei-sette risposte rispetto all’interlocutore.Pazzesco.
 
Buon compleanno Presidente!
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