LA MAGIA DEL “THE CAGE”

Maurizio Idone Cassone racconta la genesi di uno degli storici playground del basket di Calabria. Curato nei minimi dettagli,è ancora, un luogo di ritrovo per i giovani reggini. Il retroscena? Si chiamava “Blu Chips” mentre Coach Maurizio continua con voglia e passione la sua attività cestistica

La nota social

#IL #CAMPETTO
Nel 1992 quando montai il canestro in cortile mi ero da poco avvicinato al basket non più come semplice spettatore e realizzai, ancor di più, la connessione che questo sport ha con graffitismo e hip hop/rap. Il campetto venne chiamato “Blue Chips” dal titolo del film con Shaquille O’Neal e “Penny” Hardaway due giocatori emergenti a quei tempi ma, ovviamente, era MJ il mito per tutti gli adolescenti. Solo quando lessi su Superbasket un articolo sui Giardini Margherita e la Lunetta Gamberini (BO) ed un playgraund a Napoli, decisi di decorarlo per renderlo più accogliente. Per anni i ragazzi del gruppo ‘81 della Basket Juventus, compagni di squadra dei fratelli Cambareri – proprietari del cortile – i fine settimana ed in estate spesso frequentavano il campetto. Vi riconoscete nelle foto? La ricostruzione dalle 2 foto recuperate è molto reale. Nel semicerchio c’era il toro dei Bulls (coperto da Nando Rizzo ……. LOL) dalle cui narici partiva un fulmine che esplodeva sotto canestro. Nonostante avessi usato vernice marina per garantire una migliore durata alle intemperie, con il passare degli anni, senza manutenzione i disegni in parte sbiadirono, in parte furono ricoperti dalla scellerata scelta di ricostruire una nuova area colorata “regolare” e cambiare il nome in “The Cage”; altri graffiti, aggiunti in questa decade, abbellirono i muri perimetrali del campetto, com’è attualmente frequentato dai ragazzi del Campo Calabro Redhawks e da altri invaders. Peppe Borrata, Ninni Melardi, Dino X, Carmelo Cambareri, Gianluca Zampaglione, Nando Rizzo, Maurizio Cormaci e Daniele Cambareri👌🏀

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