La Manu de Dios compie 37 anni.

Manu: “Una scelta inevitabile perché mio padre era il presidente della società, dopo aver giocato negli Anni ’60 nei campionati regionali, e la palestra era a un isolato da casa mia. Ho seguito i miei fratelli, tutti e due più grandi di me, che tuttora giocano in serie A. A 18 anni, per fare esperienza, sono stato ceduto alla squadra de La Rioja e poi sono tornato alla base dove ho iniziato a giocare 30-35 minuti a partita. Correvamo tanto, anche troppo: contropiede oppure un passaggio e tiro contro le difese schierate, un divertimento. Ma il mio sogno è sempre stato venire in Europa: seguivo i risultati del campionato spagnolo e quelli della Kinder (c’era Hugo Sconochini) attraverso Internet, perché pensavo che qui ci fossero il basket migliore e i club più importanti. Per questo, l’anno scorso, ho preso la cittadinanza italiana. Aspettavo che qualcuno mi chiamasse e per prima è arrivata una squadra spagnola. Avrei potuto parlare la stessa lingua, ma avevo dei dubbi e ho rifiutato. Poi, all’improvviso, è arrivata Reggio”.

 

Gebbia: “Ho chiesto informazioni a Giorgio Rifatti, un mio ex giocatore tornato in Argentina ma rimasto in contatto con me. Lui conosce bene il nostro campionato e mi ha consigliato di prendere Ginobili a occhi chiusi”.

 

Manu: “Hugo mi aveva detto che mi sarei trovato bene a Reggio ed era tutto vero. In campo ho molta libertà e la possibilità di giocare spesso in contropiede come facevo a Bahia Blanca. Devo migliorare in difesa, ma adesso sto facendo un lavoro con i pesi per prendere 3 o 4 chili. Sono ancora “flaco”, un po’ leggero, per giocare in A-1. L’ho capito in coppa Italia, contro la Kinder: erano tutti grossi, in Argentina non c’è in una squadra che abbia tre uomini oltre i 2.10. E questo è diventato il mio punto di riferimento: la Nba non mi toglie il sonno, prima voglio giocare in Italia alla pari con i più grandi”.

 

Parlava così il giovane Ginobili appena arrivato in Italia. Probabilmente sarebbe diventato comunque il campione che ammiriamo da anni, ma non finiremo mai di ringraziare Gaetano Gebbia, Giorgio Rifatti e la Viola Reggio Calabria che lo hanno scoperto e lo hanno portato da noi dove in maglia Viola e poi Virtus è diventato il fenomeno che Popovich ha voluto trasformare in leggenda.

 

28 luglio 1977

28 luglio 2014

 

La Manu de Dios compie 37 anni.

 

da La Giornata Tipo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Show Buttons
Hide Buttons