Serie B Interregionale

La rabbia e l’orgoglio di Chiavazzo: “Angri non muore mai.”

 Abbiamo sfidato la Viola a viso aperto”

REGGIO CALABRIA – La sconfitta c’è, ma la sensazione, al termine di Viola Reggio Calabria – Pallacanestro Angri, è quella di aver assistito a qualcosa di più profondo di una semplice gara di semifinale playoff. Dal Palacalafiore di Reggio Calabria, il tecnico grigiorosso Francesco Chiavazzo esce a testa alta, con la voce rotta dall’emozione ma piena di quella fierezza che solo chi non ha mai mollato può permettersi.

“Innanzitutto complimenti alla Viola – esordisce Chiavazzo – che merita la posizione in classifica. Ma questa semifinale la meritiamo anche noi, perché siamo stati sempre una squadra che non ha mai mollato in tutte le difficoltà”.

Il copione della gara sembrava scritto: Reggio vola sul +25, il pubblico di casa sogna la goleada. Invece, Angri ha ricucito, punto su punto, fino a impattare la partita. Un’impresa sfumata solo nel finale, ma che per il tecnico campano vale più di una vittoria.

Il viaggio dei grigiorossi verso questa semifinale è stato un’odissea. Chiavazzo lo ricorda bene, con la voce che si fa grave: “Eh, io avevo già visto la serie contro Monopoli – rivela il coach. – Abbiamo fatto una serie strepitosa, vincendo una partita in casa con quattro infortunati. Questo ti fa capire la grandezza del gruppo, dei ragazzi e soprattutto degli uomini c

he ho a disposizione”.

Una carenza di organico pesantissima, che stasera si è ripresentata: mancavano quattro giocatori al quintetto. Eppure, nessun alibi. Anzi, un motivo in più per essere orgogliosi. “Anche stasera potevamo prendere un’imbarcata – ammette Chiavazzo – invece siamo stati bravi a non mollare, a rimanere lì palla su palla, difendere forte, lottare su ogni pallone e poi provare a giocarcela fino alla fine. Sono estremamente orgoglioso di questi ragazzi”.

 

L’Angri vista stasera è una squadra giovane, con volti quasi sconosciuti ai più, ragazzi che partivano dalla panchina e che invece hanno tenuto testa ad atleti di lunga carriera. Ad armi pari. Per Chiavazzo, non è un caso. “Quello che chiedo ai ragazzi – spiega il tecnico – sono i valori umani che ci devono contraddistinguere. Questa è la chiave per poter costruire qualcosa di positivo col tempo. I ragazzi si sono messi sempre a disposizione. Prima di essere giocatori, sono degli uomini veri. E questo si vede ogni volta che scendiamo in campo”.

E l’abbraccio con quei colori, per lui che li porta nel cuore, è stato ancora più speciale. Una trasmissione di orgoglio che ha contagiato l’intero spogliatoio.

Un capitolo a parte merita Matias Martinez, out per infortunio (frattura, si valuterà l’operazione). Chiavazzo evita di entrare nel dettaglio clinico, ma regala una perla tecnica sulla gestione del suo giocatore più estroso. “Mati è un giocatore che ha talento. Lui ha bisogno di avere i suoi spazi e di essere libero sotto alcuni aspetti. La gestione tra libertà e rigidità è una bilancia sottile che va gestita bene. Se lui riesce a entrare nel suo mondo, è un giocatore determinante. E penso che si sia visto anche quest’anno”.

Un messaggio pubblico, poi, per tutti gli infortunati: “Il mio augurio è che rientrino al più presto, più forti di prima. Hanno avuto tutti brutti infortuni, fratture che avranno bisogno di tempo per recuperare”.

Nonostante il passivo nel primo atto della serie, Chiavazzo non chiude la porta. Anzi, la spalanca. “La serie è sempre aperta. Noi non moriamo mai. Mercoledì giocheremo un’altra partita in casa con la stessa voglia, lo stesso orgoglio e la stessa fierezza. Abbiamo meritato di stare in semifinale e ce la godremo fino alla fine”.

Un ultimo, secco messaggio prima di salutare la sala stampa: “Ci vediamo mercoledì”. E chissà che, con questa rabbia e questo cuore, Angri non riesca davvero a scrivere un’altra pagina incredibile

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