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LA REDEL CEDE IL PASSO ALLA SCANDONE, L’ANALISI DI COACH CADEO

La corsa della Redel Viola si ferma al Palacalafiore, ma non senza aver lottato fino all’ultimo secondo. La sconfitta in Gara 3 contro la Scandone Avellino priva i reggini del passaggio diretto, ma non della speranza. Adesso la strada verso la serie B Nazionale passa dal triangolare di fine giugno a Sora, ma il coach Giulio Cadeo, nel post-partita, ha voluto subito ribaltare la prospettiva.

L’allenatore della Viola parte da un presupposto lontano dal parquet. Il pubblico? “Questo è un risultato – sottolinea – perché era uno degli obiettivi di due anni fa, quando abbiamo iniziato questo percorso. Devo ringraziare il pubblico: è stato vicino alla squadra dal primo all’ultimo secondo, in una cornice bellissima. Reggio ha dimostrato di avere un legame forte con la pallacanestro”.

 

La partita, però, non ha regalato la tanto agognata “ciliegina sulla torta”. “La delusione c’è, eccome – ammette Cadeo – ma con onestà intellettuale dico che Avellino stasera ha meritato un po’ più di noi”. Il coach analizza i perché: “I tiri liberi sbagliati nei momenti importanti, qualche tripla di troppo. Ma il dato che ha fatto la differenza in questa serie sono i rimbalzi. Loro ne hanno presi tantissimi, soprattutto in attacco, grazie ai giocatori più esperti”.

La Viola c’era, eccome. Dopo essere stata sotto, la squadra è riuscita a rimontare e a portarsi avanti. “L’adrenalina faceva la sua parte – spiega Cadeo – ma poi sono arrivati episodi che non sono girati nel verso giusto: una tripla subita, un canestro annullato, una stoppata dal tabellone molto evidente”. Poi l’ammissione su un uomo-simbolo dell’Avellino,Andrea Scanzi. “Dall’altra parte c’è un giocatore che è un gradino superiore tatticamente. Lo posso dire con causa perché l’ho allenato: parlo di Andrea. Un professionista vero, che non è mai uscito dai gangheri, con un equilibrio pazzesco. Non è un caso se a quest’età è ancora in queste condizioni”.

Ora la testa va subito al triangolare che si giocherà dal 19 al 21 giugno con le altre perdenti: la gloriosa Mens Sana Siena (battuta da Lucca),  e Pizzighettone (sconfitta dal Sangiorgese di Patrick Baldassarre). Tre squadre per un solo posto in B Nazionale.

Nonostante l’amarezza, il tecnico sceglie una narrazione chiara e decisa. “Le cose si possono vedere in tante maniere. Se pensiamo ‘caspita, abbiamo perso l’occasione, ora chissà come va’, non è l’approccio giusto. Noi andiamo lì a giocare un’altra finale. Dimentichiamoci questa partita. È un play-off che non è finito: abbiamo passato il turno e ce lo siamo meritato”.

Cadeo lancia la sfida sul piano mentale. “Tutte e tre le squadre arrivano da una sconfitta. Chi sarà bravo ad entrare nell’ottica che questa è una finale avrà qualche chance in più”. Sul piano fisico, la gestione sarà delicata: “Si gioca anche a distanza di un giorno. Solo domani pomeriggio sapremo se giocheremo la prima partita o subito sabato. Ma già dalla mattina lavoreremo sulle avversarie, anche chiedendo informazioni a colleghi che hanno affrontato questi campionati. Siamo fortunati: sia in Lombardia che in Toscana abbiamo contatti”.

 

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