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L’analisi di Gianni Tripodi su Tiro da 4:”Viola, talento incredibile ma servirà un pò di tempo”

Il formatore nazionale FIP è intervenuto a “Tiro da 4” su ReggioTV: “Serve programmazione, il playmaker torni di moda”

In un’approfondita analisi rilasciata nel corso della trasmissione “Tiro da 4”, condotta da Giovanni Mafrici su ReggioTV, il coach Gianni Tripodi – formatore nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro – ha affrontato temi chiave del campionato, soffermandosi sulle dinamiche di squadre come Matera e Viola Reggio Calabria, ma anche su questioni strutturali del movimento, dalla formazione dei giovani alle tendenze tattiche moderne.Partendo dall’ultima partita osservata, Tripodi ha chiarito le ragioni del successo della Matera: “Ha vinto perché è stata abile nel trovare i giusti vantaggi, soprattutto dando la palla dentro. Sapeva quello che doveva fare in campo”. Ruolo determinante, anche se con soli 6 punti in tabellino, quello del lungo Preirà: “Quando la palla arrivava lì, la squadra triplicava, non forzava e ributtava la palla fuori, mantenendo il vantaggio. Da lì arrivava il passaggio a Roberto, a Valle o a Ani. Sono stati palloni produttivi”.

Secondo Tripodi, Matera si è mossa bene nel mercato, colmando uno squilibrio pre-campionato: “Con l’arrivo di Ani, forse sono una delle squadre più quadrate del campionato”. Pur riconoscendone l’organicità, però, il formatore fissa un limite: “Non è la squadra più forte. La bilancia, a mio avviso, pende dalla parte della Viola”.

“La Viola ha giocatori di categoria anche superiore – ha spiegato Tripodi –, giocatori che in uno contro uno non lascerebbero l’avversario sul posto”. La difficoltà, però, sta nell’assimilazione di un sistema di gioco cambiato radicalmente: “Si è passati da un gioco offensivo e difensivo diverso. Servirà tempo per allenarlo. Ho visto fare buone cose, ma su altre ancora stenta”.

Su Reggio Calabria, Tripodi non ha dubbi: “È una squadra di 10 giocatori, sa il fatto suo, ha esperienza. Verrà fuori nel tempo. Come organico è fortissima, una società ben organizzata, che ha programmato per tempo. Con un pizzico di fortuna – perché senza non si va da nessuna parte – possono raggiungere l’obiettivo della Serie B1”.

Uno dei passaggi più critici è stato dedicato alla formazione di base. Tripodi ha sottolineato carenze sia dirigenziali che tecniche: “I dirigenti dovrebbero capire meglio come funziona. Se prendo un allenatore, devo controllare cosa fa in campo e cosa propone”. Ma il problema parte dall’approccio: “La maggior parte degli allenatori non programma l’allenamento. Oggi fanno una cosa, domani un’altra. Non c’è continuità”.

In chiusura, un’anticipazione sul derby allo Stretto: “Sarà incandescente. Conoscendo PippoSidoti, può aver sfruttato la sconfitta con Castellaneta per caricare ancora di più i ragazzi. Mi aspetto una gara tosta”.

Tripodi ha infine ribadito la natura imprevedibile del campionato: “È difficile, basta presentarsi con poca concentrazione e perdi. La Viola, con la sua intercambiabilità – puoi mettere Marco Laganà dal numero uno al numero quattro – e la capacità di giocare a diversi ritmi, resta una squadra divertente e pericolosa, che sta vivendo una seconda vita dopo i cambi dell’estate”.

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