Larissa Smorto, Coach globe-trotter

Partiamo dal Torneo Internazionale di Matera. Atmosfera unica dico bene?

 

Dici benissimo! Esperienza fantastica che spero vivamente di ripetere negli anni a venire.

Mi ha arricchita molto dal punto di vista sportivo, ma soprattutto umano: vedere riuniti centinaia di bambini giunti da tutto il mondo (basti pensare che vi erano squadre provenienti dall’Argentina, dal Libano, dalla Serbia, dall’Albania e dall’Estonia, ma anche l’Italia da nord a sud era ben rappresentata) tutti riuniti sotto un unica bandiera, quella dello sport, è stato veramente emozionante.

In una società razzista e xenofoba come quella moderna, è fondamentale trasmettere ai bambini valori quali la pace, la solidarietà, la fratellanza e la lealtà…e quale miglior strumento se non il gioco più più bello del mondo?

Noi siamo stati accolti dal centro MB Olimpia Gioia del Colle (è doveroso un GRAZIE a tutta la società e a tutte le famiglie che si sono presi amorevolmente cura dei nostri aquilotti) e ci siamo potuti confrontare con realtà nettamente diverse dalla nostra, prendendoci anche qualche piccola soddisfazione e riuscendo a migliorare il piazzamento della passata edizione.

Se è vero che alla fine della kermesse, tra tutte le 56 squadre presenti, solo una ha alzato la coppa del vincitore, sono sicura che tutte le centinaia di bimbi porteranno per sempre con loro un ricordo meraviglioso.

 

Come sta il basket giovanile in Calabria?

 

Si soffre, ma non si molla. Ogni anno bisogna fare i conti con i numeri dei tesserati, sempre altalenanti, e fare a botte con gli altri sport o con la pigrizia dei ragazzi ormai sempre più lobotomizzati da smartphone e consolle varie.

Dopo qualche periodo di blackout però, qualcosa sta cambiando in positivo, soprattutto per quanto riguarda le categorie più piccole. L’affluenza all’ultimo jamboreè regionale e la curiosità dei tanti spettatori mi fa ben sperare per il futuro, sta poi a noi istruttori trasmettere e alimentare la passione per la palla a spicchi.

 

Il tuo tour cestistico non si è fermato con la fine dei campionati.Raccontaci di questo super Camp?

 

Il miglior camp a cui si possa partecipare, sia in veste d’allenatore che da giocatore, senza ombra di dubbio.

E’ dedicato al compianto Claudio Papini, maestro dei fondamentali e Re Mida del basket riminese (basti pensare che dalle sue mani è passato un certo Carlton Myers) e si svolge a “Sportilia”, tra le montagne forlivesi.

Tutti i ragazzi che prendono parte a questo camp ( ci sono giovani e giovanissimi provenienti da Svezia, Serbia Uruguay, Israele.) hanno la possibilità di migliorare le proprie carenze tecniche, tattiche, motorie e mentali, seguiti da uno staff qualificato proveniente da tutto il mondo. Il programma settimanale prevede tre allenamenti di gruppo obbligatori, più due sedute facoltative di “classi individuali” e, per concludere, le partite del torneo interno.

Partecipando a questo camp, sicuramente non si diventa campioni, ma si ritorna a casa con un indimenticabile bagaglio di crescita tecnica e di esperienze umane che saranno utili per il loro futuro sportivo e personale.

Ovviamente anche per noi istruttori l’esperienza è analoga: non capita tutti i giorni di lavorare con professionisti di così elevata caratura…e poi condurre un allenamento in inglese ha tutto un altro sapore!

 

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