L’ARRIVO DEL BASKIN A REGGIO CALABRIA,PARLA FABIO GIORDANO
Il Baskin sbarca nella città di Reggio Calabria: lo sport che unisce oltre ogni differenza. Domenica scorsa la prima storica partita di basket integrato nel capoluogo calabrese. Ne parla Fabio Giordano, vicepresidente CIP Calabria e referente EISI: “Uno sport magico che cresce insieme”.
REGGIO CALABRIA – Una disciplina che abbatte le barriere, che non fa distinzioni tra normodotati e disabili, che unisce maschi e femmine nello stesso campo. È il Baskin, acronimo di “Basket Integrato”, e per la prima volta nella storia di Reggio Calabria è scesa in campo in una gara ufficiale. La disciplina, però, è già presente in Calabria grazie all’impegno dei Tiger di Valentina Parziale a Gioia Tauro, che da tempo portano avanti con passione questa straordinaria attività inclusiva.
Domenica scorsa, presso il PalaMazzetto, al Pianeta Viola, l’organizzatrice Aleandre Basket RC e la SSR Inclusion ME si sono sfidate in un’ora di gioco spettacolare dove il punteggio è passato in secondo piano rispetto ai valori di partecipazione, rispetto e condivisione. Un evento destinato a entrare negli annali dello sport cittadino.
A raccontare l’emozione di questo traguardo è Fabio Giordano, vicepresidente del CIP Calabria e referente EISI (Ente Italiano Sport Inclusivi) per il Baskin nella regione.
“Per chi conosce il Baskin, e per chi conosce il basket, è chiaro quanto sia importante portare questa disciplina magica nel nostro territorio calabrese”, esordisce Giordano con entusiasmo. “Eravamo una delle poche città a non avere ancora una squadra. Grazie alla visione lungimirante, alla passione e all’amore che Alessia ed Andrea Pellicanò e Livia Malara ci hanno messo insieme, abbiamo creato un percorso. Siamo stati sostenuti tantissimo dal presidente Siramiola e, attraverso di me, abbiamo iniziato a costruire qualcosa che speriamo sia un percorso lungo e ricco di tante soddisfazioni e gioia”.
L’obiettivo è chiaro: fare da stimolo per tutte le province calabresi. “Contiamo di sviluppare partendo da Reggio e diventare un ampio stimolo anche per le altre province”, spiega Giordano. “Vogliamo che questa disciplina prenda piede non solo all’interno degli istituti scolastici – dove ormai è ampiamente conosciuta – ma anche nelle realtà che già praticano il basket”.
Ma cosa rende il Baskin così speciale rispetto ad altre discipline? Giordano lo spiega con chiarezza: “Il Baskin si presenta come una nuova dimensione. Noi lo vogliamo intendere come sport universale. Si differenzia dal paralimpismo perché l’attenzione non è posta soltanto al gesto atletico in sé, ma si vuole dare molta enfasi all’aspetto educativo oltre che a quello inclusivo”.
La caratteristica che più lo distingue è l’assenza di classificazioni. “In campo sono tutti uguali, ognuno con le proprie caratteristiche e potenzialità. A ognuno viene attribuito un ruolo e ognuno esprime la migliore abilità su quel ruolo. Non ci sono classificazioni: si giocano insieme maschi, femmine, normodotati e persone disabili con diverse tipologie di patologie. Tutti insieme con l’unico obiettivo di riuscire a portare la vittoria a casa”.
La partita di domenica scorsa non è stata solo un momento di spettacolo, ma anche un’importante occasione formativa. L’evento ha rappresentato un’opportunità imperdibile per tutti i partecipanti ai corsi “Arbitro” e “Aiuto Allenatore” organizzati da EISI.
“Essendo un territorio vergine, partiamo veramente dall’inizio”, ammette Giordano. “Abbiamo necessità di confrontarci e stiamo attivando corsi di formazione con EISI nazionale, che sta spingendo tantissimo nel creare arbitri e allenatori. Partendo da zero, è necessario puntare tantissimo sulla formazione”.
Un ringraziamento speciale va alla Aleandre, che ha ospitato l’evento nel suo 60° anniversario: “Ci ha permesso già di incominciare ad accogliere i tirocinanti del corso che abbiamo fatto lo scorso mese e di sviluppare un’azione educativa molto importante per il territorio calabrese”.
L’ingresso all’evento è stato libero e aperto a tutta la cittadinanza. L’invito è stato rivolto a famiglie, giovani sportivi, curiosi e a chiunque volesse vivere un’esperienza sportiva autentica e coinvolgente. Per i futuri arbitri e allenatori, assistere a un incontro di questo livello ha significato toccare con mano le dinamiche di una disciplina in crescita, comprendendo l’importanza della comunicazione non verbale e della sensibilità nel guidare un gruppo eterogeneo di atleti.
Un pomeriggio che si è rivelato molto più di una semplice partita: un passo fondamentale verso una Calabria sempre più inclusiva, dove lo sport è davvero per tutti.


