Le Finali di Coppa viste da noi

, le  otto in B dei Dilettanti e le medesime otto in C Dei Dilettanti, qualificate o grazie al “mini-tour” estivo o conquistando il primo posto in classifica al termine del girone di andata.Passi in avanti ce ne sono stati dobbiamo dirlo: la location di Montecatini ha superato per certi versi l’esame finale;sicuramente più pubblico rispetto alle Finali della passata stagione: non c’è stato il pienone al PalaTerme ma, i numeri sono stati certamente più confortanti. Anche dal punto di vista mediatico, la presenza costante della Televisione ha supportato un movimento, quello semi-agonistico, che ha bisogno di visibilità e che è stato nuovamente “snobbato” dai grandi media sportivi italiani dediti a parlare esclusivamente di calcio.

Tra allenatori,squadre,procuratori e giornalisti ,però,non si sono superate le quattrocento presenze nella giornata delle finali, un dato che deve fare riflettere sull’opera di comunicazione esterna dell’evento stesso.

Importantissimo e passato probabilmente in secondo piano, il Convegno di sabato mattina organizzato  dalla Lega Pallacanestro sull’evolversi delle situazioni cestistiche in particolar modo dei campionati Lnp. L’eco che ha rintonato nella sala toscana è stato univoco: stabilità di regole per programmare il futuro.Troppi, i cambiamenti attuati negli ultimi dieci anni che hanno mandato in confusione un basket gia “malato”.Peccato per l’assenza,davvero pesante,della Fip al Convegno, a sinonimo di come tra le due organizzazioni (Lega & Fip) appunto qualcosa non vada come apprenderete nella nostra intervista al Presidente della Lnp Drocchi.

Un vero peccato non poter vedere trionfare la Viola.

L’atletismo del giovane Marostica, formazione attualmente seconda nel Girone B ha limitato i nero-arancio, assolutamente in giornata no.

Il sapore di Viola, però è rimasto fino alla domenica delle finali con grandi ex in campo e sugli spalti.

Saranno davvero tanti gli addetti ai lavori intervistati dai nostri microfoni oggetto delle nostro speciale video che verrà scaglionato giorno dopo giorno sulle nostre pagine digitali.Più di 90 minuti di interviste che verranno proposte giornalmente.

Passando ai risultati del campo, analizziamo le finalissime proprio facendo leva sui nostri “ex”.

In C dei Dilettanti, successo per i padroni di casa della Sporting Club Montecatini, società che vuole firmare il rilancio del grande basket rosso-blu sotto la guida di un personaggio storico del basket italiano, l’idolo della Montecatini del Basket,Andrea Niccolai adesso Direttore Tecnico della franchigia.

In campo anche una conoscenza della Liomatic della passata stagione, il fratello Gabriele, veterano che ha contribuito al successo dei toscani accanto ad un altra gloria del basket italiano, il play azzurro Davide Bonora.

Mvp, il lungo Giacomo Barraco, un muro in difesa e devastante in attacco nella finalissima vinta dai toscani contro un Cremona dove si è distinto, su tutti, il bravo Ferrari, giocatore davvero grintoso.

Saliamo di una categoria: perde a tutti i livelli il girone D eliminato al quarto di finale non solo con le sconfitta della Viola contro Marostica ma anche dall’insuccesso della Molisana Campobasso contro Chieti.

Proprio Chieti arriverà in finale contro Varese: i lombardi saranno la rivelazione di queste finali e conquisteranno per la seconda volta la Coppa di Lega alzando a fine gara il trofeo come accadde qualche stagione fa quando nel roster c’era anche il giovane della attuale Liomatic,Andrea Padova.

Roster sorprendente quello varesino. Il veterano Conti ha agito da importante maestro per tanti bravi giovani tra i quali si sono distinti il play ’92 Tourè ed il duttile Rovera. Nel Chieti, non basterà l’esperienza di un altro ex Viola, il play Stefano Rajola, cervello della formazione di coach Sorgentone.

Avvincente come non mai la gara di A dei Dilettanti. Contro ogni pronostico, la Virtus Siena, formazione di giovani talentuosi alza nuovamente la Coppa al cielo.

Il quintetto toscano,attualmente decimo nel proprio girone batte il favorito Trento e lo fa grazie ad una prova collettiva maiuscola.

Il “collante” della squadra sarà un trentenne arrivato giovanissimo a Reggio nell’era Ginobili: il campano Rino Tomasiello si esalterà per grinta e carattere accanto a giovani pronti per altri palcoscenici come Tessitori ed Imbrò.

Speciale di Giovanni Mafrici per Reggioacanestro

Foto di Fortunato Serranò

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