L’energia di Claudio Vozza tra Jolly e Rosarno

La sua fama lo precedeva,ma non potevo immaginare che ad un mese di distanza dal nostro primo allenamento avrebbe raggiunto,insieme a noi,simili risultati.
C’è visibilmente da migliorare,ce n’è tanto,ma con pazienza e voglia,con sacrificio e grinta,fatica e cuore possiamo crescere divertendoci come giocatori,come persone,come una squadra.
Raggiungere i nostri obiettivi è uno dei punti fondamentali in questo progetto che vede tutti i membri del nostro gruppo protagonisti.
Abbiamo voglia. Ci siamo presentati ad un campionato di categoria superiore e di livello superiore,ma con la giusta mentalità e cioè quella di affrontare il campo senza paura.
Siamo tutti noi consapevoli che per arrivare ad un traguardo comune dobbiamo faticare ogni giorno all’interno di quel campo,che non basta fare il passaggio giusto,ma “bisogna farlo con la concentrazione che ci metti quando è il passaggio più importante della partita”,cito lui,il nostro coach. Le vittorie sono soddisfazioni per il duro lavoro, il duro lavoro cresce d’importanza dopo ogni trofeo,o partita in questo caso,per cui bisogna lavorare di più e non fermarci a questo buon inizio.

Trasferiamoci per un attimo a Rosarno.Ti chiamamo “uomo della svolta”.Con il tuo ingresso in campo hai cambiato l’inerzia della gara tra i giallo-blu e Messina.Che partita hai vissuto?

R:Sono contento di aver fatto ciò che potevo. E’ stata un’emozione scendere in campo in quel di Rosarno,aspettavo di entrare da un paio di giornate e finalmente ne ho avuto l’occasione.
Non mi lamenterei mai,comunque,perché ancor prima di me ci sono due giocatori e compagni importanti per la squadra quanto speciali come persone e cestisti.
Parlo del mio capitano Antonio Iaria:giocatore decisamente fuori dalla norma,in grado di compiere magie degne di “Harry Potter”,che subito mi ha accolto con un sorriso nella sua squadra;e di Riccardo Rizzieri:concentratissimo,freddo ed efficace ma sempre pronto a girarsi verso il pubblico per alimentare l’enfasi d’ognuno.
Non c’è da stupirsi che Rosarno abbia una tifoseria così accesa quando in campo scendono due giocatori così,senza dimenticare Pasquale Crucitti,un ragazzo che stimo da quando giocava al Cap e con cui ho condiviso giornate di sudore al campetto.
Quando ho sentito il presidente Rizzo che mi chiamava al cambio sono saltato in piedi,concentrato,anche se ancora non sapevo cosa avrei fatto,ma nel momento in cui ho preso il pallone tra le mani il timore è scomparso e quando ho segnato il mio primo canestro in contropiede sul quasi -20 ho sentito la tribuna che scoppiava in un grido.
Lì ho anche sentito Pasquale Tramontana gridare “VAI CLAUDIO!” e quasi scappava un sorriso di felicità. Infine,vorrei concentrare le attenzioni non su ciò che ho fatto io singolarmente,ma sulla crescita che ha avuto la squadra esattamente dopo,con impegno e fiducia nei nostri mezzi abbiamo portato a casa la partita,merito anche del nostro allenatore/compagno Devis Brugalossi,che fa del suo meglio e pensava di dare le dimissioni al 2° quarto(ricordandolo adesso mi scappa un sorriso).

Giochi in un gruppo che è praticamente lo stesso da quand’eri poco più che un bambino.Cosa ti aspetti da questa stagione?

R:Il gruppo in cui gioco è formato da ragazzi con cui ho lottato,sognato e vissuto esperienze indimenticabili fin da piccolo. Per strada ne abbiamo persi tanti,che a volte neanche si ricordano.
Ne sono arrivati di nuovi però,alcuni “fratelli” in casa,come Filippo Tallo ed alcuni compagni a scuola come Giovanni Settimio(con cui ritardo sempre).
Tutti i nuovi compagni sono come fratelli,tutti i tradizionali compagni sono come fratelli anch’essi. Alcuni sono mentori!come il mio simpaticissimo capitano e coach di sempre Pasquale Tramontana,(già citato su),che con le sue battute e i suoi allenamenti ha allietato la mia infanzia e preparato me alla sfida che è per me questo sport;e infine Piero Corlito,il “totem” con cui ho sempre sognato di giocare,dai tempi dell’Audax quando li vedevo contrapposti,lui e Pasquale e con cui finalmente condivido una stagione,cercando di far tesoro di tutto ciò che può condividere un giocatore della sua esperienza con me.
Poi vi sono parenti nel vero senso della parola,come i miei cugini Riccardo e Dario Costa,per i quali avrei troppe parole da spendere e vi annoierei,senza dimenticare il mio cuginetto Valerio che con umiltà potrà forse diventare un giocatore un giorno,mio fratello Nazzareno Vozza,che è da sempre la persona che più sa farmi sorridere al mondo,mia sorella Roberta Vozza,che si sta facendo strada come preparatrice fisica.
Tutto questo grazie ai miei genitori,i primi a scommettere in noi,a darci fiducia incondizionatamente e a sostenere i nostri bisogni,di ragazzi e giocatori.
Li ringrazio immensamente, dato che so che è difficile credere in me. Questa stagione come tutte le stagioni precedenti è una sfida,sempre più ardua,che cercherò di affrontare e vincere,come scritto nel sito del Botteghelle nel mio articolo di presentazione dell’anno scorso,con cui ho esordito e vissuto una stagione fantastica. Cercherò di dare il meglio di me,sapendo che nessuno mi regalerà niente. Sono una scommessa continua con me stesso.

Claudio, grazie mille, continua così.

R:Grazie a Reggioacanestro,a te Giovanni e a Carlo,che mi insegna il dialetto e che con me condivide vere e proprie perle di saggezza!
Ciao e buona stagione a tutti!

Intervista di Giovanni Mafrici

Foto di Roberta La Piana

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