LO SCATOLONE? ABBATTIAMOLO

di Mario Vetere – Direttore Responsabile – Oggi, nel 2017, ospitereste delle persone a voi care, i vostri figli, in una baracca di lamiera? A Reggio Calabria può accadere. Da circa sette mesi centinaia di migranti minori non accompagnati sono rinchiusi in una vergognosa “struttura sportiva” denominata “Scatolone” formalmente intitolata ad un grande uomo di sport come Piero Viola.

Salito nuovamente agli onori delle cronache giornalistiche nazionali (RAI e Canale5) per via delle difficili condizioni in un cui sono costretti a vivere i giovani migranti sbarcati a Reggio Calabria, lo Scatolone vive una nuova notorietà, questa volta non sportiva.

I bagni e gli spogliatoi già facevano pena a noi giocatori che eravamo costretti ad utilizzarli prima e dopo una gara, figuriamoci a questi sfortunati ragazzi che vivono in quella “scatola di latta” da oltre sette mesi.

Caldo d’estate, gelo d’inverno, panche di legno luride e tubi innocenti corrosi, questa è la vergogna dello “Scatolone”, indegno di ospitare questi sfortunati minori migranti, indegno di ospitare lo sport del futuro.

La soluzione più immediata, ai più, è stata quella di girare il volto dall’altro lato mentre si passava per quella strada.

Oggi con la seconda apparizione delle telecamere nazionali e dei nuovi controlli da parte della Polizia di Stato, la Federbasket prova a dire la sua. Si vuole restituire questa “palestra” allo sport, affermano i vertici della FIP Calabria.

Bene, se davvero si vuole fare sport in quella struttura occorre soprattutto che i locali siano davvero idonei e confortevoli per i nostri figli.

Abbattiamolo e ricostruiamolo con maggiore criterio, restituendo dignità anche allo sport e agli sportivi di Reggio Calabria.

I fondi ci sono, c’è una nuova Amministrazione Comunale alla quale sono stati stanziati molte risorse con i Patti per la Città di Reggio Calabria, c’è un nuovo delegato allo sport.

Per i giovani migranti non accompagnati la soluzione potrebbe essere molto vicina e immediata. Riaprire temporaneamente i locali della Caserma “Mezzacapo”, sicuramente più idonei e confortevoli di una “casa di latta”.

Mario Vetere

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