Lucio Laganà: “Il legame con Padova e la famiglia Mazzetto è speciale”
Il grande cestista della Viola e del Petrarca racconta il suo rapporto con la famiglia Mazzetto e la partecipazione al Memorial a lui dedicato. E sulle finali : “Entusiasta per Matteo e la Juve.Speriamo solo che la festa a Reggio sia rinviata.Forza Marco”.
È una storia che intreccia due città, due maglie, un unico grande amore per il basket. Lucio Laganà, reggino doc, gloria della Viola Reggio Calabria e del Petrarca Padova, è da sempre uno dei testimoni più autentici del legame speciale che unisce la sua terra d’origine alla città veneta, nel nome di Massimo Mazzetto.
Lo scorso giugno, in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa del giovane playmaker padovano, la sua squadra,la Lumaka ha preso parte alla quarantesima edizione del Torneo Mazzetto e nelle ore appena trascorse, lui insieme al suo club ha partecipato alla commovente cerimonia davanti alla statua “Il Dono” sul lungomare Falcomatà . Un momento di profonda emozione, che ha riacceso i riflettori su un’amicizia e un rispetto che vanno oltre il tempo e la distanza.
Un impegno che per Lucio ha un significato profondamente personale, come racconta lui stesso, rievocando il suo primo anno lontano da casa, quando indossava la maglia del Petrarca.
“L’anno che io andai a Padova non conoscevo Massimo e non l’ho conosciuto se non a fine stagione”, confida Laganà. “Però è come se l’avessi conosciuto molto meglio che dal vivo. Ho avuto la fortuna e la vicinanza dei suoi genitori, padre e madre. Per vivere e sentirsi vicini a Massimo, stavano vicini a me”.
Un rapporto nato quasi per caso, ma diventato fondamentale per un giovane meridionale alle prese con l’ambientarsi in una realtà diversa come quella veneta. “In quegli anni, forse anche adesso, per un meridionale non era facile”, ammette. “Loro mi sono stati molto vicini, ero spessissimo a casa loro. Volevano sentirsi vicini a Reggio Calabria, conoscere tutto: la società, la squadra, l’ambiente, la città. Mi “bombardavano” di domande. Per me era come vivere a Reggio, raccontare della mia città era sfondare un portone aperto”.
Un’eredità, quella di Mazzetto, fatta di valori che il tempo non ha scalfito. Nei giorni della commemorazione, è stato letto un tema scritto dal giovane Massimo, parole che lo descrivono come un ragazzo solare, pieno di empatia, che considerava il basket una vera scuola di vita . “Era un ragazzo solare, un ragazzo pieno di empatia, di amici”, sottolinea Laganà. “Basterebbe leggere dietro la statua c’è un tema straordinario che tutti portiamo nel cuore”.
E proprio a proposito di scrittura, Laganà fa una riflessione che sa di altri tempi: “A quei tempi, che i ragazzi che giocavano a pallacanestro sapessero scrivere non era assolutamente scuola. Non era facile neanche che si presentassero agli esami di maturità. E invece Massimo ha lasciato quelle parole che ancora oggi ci emozionano”.
Ma il presente corre veloce e Laganà, oltre ai ricordi, ha guardato con emozione anche alle recenti finali dei playoff, che hanno visto la Caserta di Matteo Laganà, suo figlio, trionfare e tornare in Serie A . Un successo che ha riacceso le speranze anche per la sua amata Reggio.
“Ho vissuto una settimana non facile”, ammette. “Speravo di cominciare con Marco, purtroppo non è stato così. Speriamo di finire allora con Marco agli Spareggi di Sora. Con Matteo è andata bene”. E sulla finale tra Caserta e Vigevano, Lucio non nasconde il suo sogno: “Un ambiente veramente carico perché era voglioso di rientrare in Serie A. Mi immaginavo la stessa festa a Reggio la domenica precedente, purtroppo spero solo che sia solo rinviata. Speriamo di raccontare fantastiche emozioni”.
Il settimo titolo giovanile conquistato dalla sua Lumaka è un’altra soddisfazione che si aggiunge a una carriera ricca di successi, in cui Laganà ha saputo coniugare il suo amore per il basket con la capacità di tramandare quei valori che lo legano indissolubilmente a Massimo Mazzetto e alla sua famiglia. Un ponte tra Reggio e Padova che, grazie a lui, continua a resistere e a commuovere


