L’ULTIMO ASSIST DI PIAZZINO
Ci sono numeri che non mentono. E poi ci sono gli anni, che sanno raccontare molto meglio. Alessandro Piazza, classe 1987, tanti anni passati a correre su un parquet, a cercare l’angolo giusto per l’assist, a sfidare il tempo con la testa alta.
Oggi, un ragazzino di quattordici anni guida una macchina elettrica. Ai nostri tempi? Un Piaggio Zip. Il motore che faceva rumore, l’aria che sapeva di libertà. E lui, Piazza, in quel tempo lontano, arrivò. Arrivò insieme al come-back di Gianni Rugolo. La Viola in A2 Silver era in difficoltà assoluta.. Serviva una scossa. Serviva qualcuno che non avesse paura di prendersi la palla e il rischio.

E arrivò lui. Con in panchina quell’arrembante di Ponticiello. il Coach?Maglia da rockstar, giacca da ingegnere sopra. Uno che il basket lo leggeva come uno spartito punk-rock. E il suo classico effetto switch? Funzionava sempre. Perché aveva il caos giusto dalla sua parte.
Ma Piazzino, in campo, fu subito un mito. Chi lo paragonava a Bianchi, chi sognava ad occhi aperti con le sue giocate, con quei passaggi che non seguivano le regole della fisica.
Ammannato trovò nei suoi passaggi dei superpoteri assoluti, Quaglia volava ì, Fontecchio era già un beniamino prima ancora che spuntasse suo fratello Simone per cambiare per sempre il basket italiano. Sabbatino diventò utilissimo, così come Ricci e Germani. Fabi? Mai una notizia in negativo. E Caprari, da capitano, detonava triple e champagne. Ogni sera una piccola festa.
Era un gruppo super. Quelli che ancora oggi, a nominarli, sono una certezza.
L’epilogo però, si sa, non è sempre felice. Problemi estivi. Quelli che arrivano quando le stanze diventano strette, quando i progetti si sfilacciano come canestri sbagliati nel finale. Piazza andò ad Agrigento. Lasciò Reggio. Tra la delusione degli sportivi reggini che, ancora oggi, sognano un PalaBotteghelle pieno. E quel grido che non muore mai: Viola-Viola.
Lui, Piazzino, ha sempre raccontato di quanto voleva continuare a scrivere quella storia. Ma forse, doveva andare così. Perché certe storie non finiscono. Cambiano solo capitolo.
Oggi, Alessandro Piazza gioca la sua ultima partita da giocatore. Con l’Ozzano. Poi si siederà dall’altra parte. Allenatore. E se c’è una cosa di cui siamo certi, è questa: andrà a spopolare. Perché le competenze e la conoscenza del gioco, quelle non invecchiano mai.
Qui una superpuntata storica con Coach Pozzecco:
https://youtu.be/zemVa0jqZEI?si=iOtFGI5MbqzK03b-


