Story

L’ultimo, infinito, coro da lassù

A Reggio Calabria, l’amore per la Viola non si misura solo in canestri o in vittorie. Si misura in respiro, in presenza, in voce che si spegne soltanto quando il cuore dice basta. E il cuore di Nuccio Scopelliti non ha mai detto basta. Fino all’ultimo secondo.
 
Oggi la comunità cestistica reggina piange un pezzo della sua anima più autentica. Quella fatta di tifo caldo, di fedeltà senza se e senza ma. Nuccio non era solo un tifoso. Era un punto fermo. Un affetto muto che diventava grido, un grido che diventava colore.
 
 
C’è sempre stato.
C’era quando la Grande Viola infiammava i palazzetti e faceva sognare un’intera città. C’era nei momenti difficili, quando la curva sembrava più vuota e il freddo entrava sotto le gradinate. Lui no. Lui restava. Con lo stesso calore di una serata di playoff.
 
Poi, col tempo, il suo amore si era fatto ancora più grande, più generoso. Aveva abbracciato anche i Total Kaos, quei ragazzi del tifo organizzato che hanno ereditato la stessa fiamma, seduto sui suoi seggiolini bianchi. E proprio ieri, durante la trasferta di Cosenza al CSI Open, i Total Kaos hanno voluto dedicargli uno striscione bellissimo. Un drappo che non era solo un saluto, ma un riconoscimento: “Sei stato uno di noi. Sempre.”
 
Nuccio, però, non aveva smesso di guardare avanti. Amava la Viola di oggi. E la Viola di oggi lo sapeva. Qualche mese fa, con un gesto che vale più di mille parole, La squadra aveva mandato un videomessaggio al signor Nuccio. Privato.
 
Ora Nuccio ha alzato lo sguardo. Ha lasciato la sua seggiola in tribuna, la sua voce strozzata dall’emozione. Ha raggiunto i suoi beniamini di sempre. Lassù.
 
Alè Viola, Nuccio. Alè Viola per sempre. 💜🏀
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