L’Ultimo Passaggio: buon compleanno Lorenzo Caroti
Oggi ci riproverà. Con i colori di Brindisi. La Viola è pronta per un ripescaggio in B Nazionale. T’immagini se tornasse? T’immagini se il destino, beffardo e romantico, restituisse alla città dello Stretto, un domani, ovviamente, questo straordinario cestista?
È la dimostrazione vivente che il talento, quando si sposa con la passione più pura, col carattere, la furbizia e quella grinta che ti scava gli occhi, trova sempre la strada per alzare una coppa.
Tutto comincia a Cecina. Qui Caroti esordisce in Serie B a soli quattordici anni. Quattordici. Un ragazzino smilzo in mezzo a uomini fatti, ma non è un turista. Non è lì per fare numero. Milita per quattro stagioni nella squadra della sua città, e in quelle estati calde e palestre affollate, stringe un legame che va oltre il canestro. Nasce un’amicizia che diventa un gemellaggio. Il suo “gemello neroarancio” è Riccardo Rossato, volto conosciutissimo a Reggio Calabria come a Scafati. Un azzurro, un fratello scelto sul campo.
A diciassette anni arriva la chiamata che cambia tutto: A2 con la Viola Reggio Calabria. Non va per fare panchina. È subito protagonista complice l’infortunio al play. Due campionati da titolare in un Palazzetto caldo come pochi, una vittoria sfiorata e placata solo da una maxi penalizzazione.
Chi c’era, ricorda. Ricorda il boato, la grinta, i passaggi illuminanti di quel ragazzino toscano che sembrava avere la palla incollata alle dita. Non era uno che “sopravviveva” in A2. No. Lui la dominava, mentalmente.


