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Lumakamp: Katia Romeo racconta sport, ricordi e valori

Reggio Calabria – Un’estate all’insegna della pallacanestro e della memoria. Katia Romeo, anima del progetto Lumaka, si è raccontata durante il Lumakamp tra emozioni, riflessioni e aneddoti di un mondo che unisce generazioni.

Quest’anno il Lumakamp vive un’edizione speciale, la seconda senza Gaetano Gebbia, storico coach scomparso il 15 luglio 2023 proprio all’inizio della manifestazione. “L’intitolazione del Camp a suo nome è stata immediata – spiega Katia Romeo – perché Gaetano vedeva in questo camp la realizzazione di un concetto fondamentale: l’estate non deve fermare lo sport. Anzi, è il momento migliore per i ragazzi di dedicarsi alla crescita tecnica e umana”.

Sulle maglie di quest’anno campeggia una delle sue frasi più significative: “Verifica se quando esci dalla palestra sei diverso da come sei entrato”. “Per Gaetano – ricorda Katia – l’allenamento doveva essere consapevolezza, non semplice addestramento. Voleva atleti pensanti, capaci di leggere il gioco e la vita”.

Tra gli ospiti d’eccezione, Mariella Santucci, fresca del bronzo europeo. “Sapevo di dover tornare al Lumakamp, non credevo di farlo con una medaglia al collo!”, ha confessato l’atleta. Katia rievoca la loro storia: “La conosciamo da quando era bambina, insieme alle sorelle. Quella palla recuperata a terra durante la finale europea ha mostrato a tutti il suo cuore e la sua determinazione”.

Sul tema del vincolo sportivo, la posizione è chiara: “I figli sono dei genitori, non delle società. Ci preoccupano solo le false promesse e le pressioni sui ragazzi”.

 

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