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MARCO COSTANTINO, MVP DENTRO E FUORI DAL CAMPO (L’INTERVISTA)

E’ senza ombra di dubbio l’Mvp Rac dell’ultimo mese, periodo durissimo per tutti gli abitanti del globo. marco Costantino insieme ad un gruppo di giovani reggini ha messo in piedi una raccolta fondi dedicata al Grande Ospedale Metropolitano che ha stupito e regalato speranza ed abbracci, distanti ma uniti oggi più che mai. 

Il nostro ospite giornaliero ha parlato della crescita della sua Gioiese, sul come sarebbe finito il campionato, dei ricordi di Val Gallico, Vis e Botteghelle, della straordinaria esperienza contro il mito Djordjevic ma non solo.

 

Innanzitutto, ti saresti mai aspettato una riuscita così massiccia ed efficace dell’iniziativa messa in campo da te ed i tuoi amici per aiutare Il Grande Ospedale Metropolitano?

Desidero ringraziare in primis tutti i cittadini, le associazioni, le attività e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione di questa campagna di raccolta fondi per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Sicuramente, non mi aspettavo una risposta così importante. Ad oggi sono stati già bonificati circa 140mila euro in favore del Grande Ospedale Metropolitano.

Credo che quest’iniziativa abbia dimostrato che la nostra città è costituita da persone di grande valore, che, nel momento del bisogno, si sono attivate per proteggere la vita, il dono più prezioso. Inoltre, penso che a volte sia inutile aspettare che qualcuno risolva i problemi, bisogna rimboccarsi le maniche e risolverli a qualunque costo.

Sono orgoglioso di tutti noi!!!

 

Passiamo alla pallacanestro. La domanda è scontata: a tuo avviso come sarebbe terminato il campionato di Serie D?

 

Questa stagione è stata molto bella, ricca di sorprese e partite emozionanti (punto a punto).

Guardando i risultati ottenuti sinora, credo che la corsa ai playoff si sarebbe conclusa con l’accesso da parte delle prime 4 squadre in classifica, ovvero Dierre, Cestistica Gioese, Castrovillari e Stingers.

Con buone probabilità le prime due della classe (Dierre e Gioiese) avrebbero mantenuto il piazzamento di 1° o 2° posto, ottenendo il vantaggio del campo nei playoff. Il mercato di Febbraio, però, ha visto alcune di queste squadre protagoniste, che hanno incluso nel proprio roster giocatori molto forti.

Nelle due sfide dei playoff il risultato finale è impossibile da determinare; l’esperienza ci insegna che in quelle partite ci sono moltissimi fattori che influenzano il risultato: sono partite secche, ciascuna con una storia a sé.

Ringrazio la mia società, i miei compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri e tutti gli addetti ai lavori per questa stagione, che seppur anomala, rimane comunque splendida.

 

Parlaci dell’annata in canotta Cestistica Gioiese. E’ stata una favola sportiva. La classifica vi ha visto per diverso tempo in vetta ed un po’ tutto aspettavamo il Big Match con la Dierre. Ti saresti mai aspettato una resa così efficace?

 

Questa stagione è stata entusiasmante. Siamo migliorati parecchio, soprattutto dal punto di vista offensivo. I miei compagni di squadra, la gran parte ragazzi del 2001/2002, sono cresciuti notevolmente, soprattutto dal punto di vista tecnico, mostrando di essere determinanti in moltissime occasioni.

Abbiamo dimostrato, per gran parte della stagione, di meritarci il primo posto in classifica. Non solo con i risultati, ma anche con ottime prestazioni dal punto di vista della qualità di gioco espressa.

La sfida con la Dierre sarebbe stata sicuramente una partita difficile data la caratura dell’avversario, ma sono convinto che in casa nostra avremmo potuto dire la nostra.

Ci tengo a ringraziare il mio allenatore Eugenio Dattola per la sua dedizione e cura dei dettagli, che mi hanno fatto crescere notevolmente da punto di vista della gestione emotiva della squadra.

Un saluto al mio capitano, Francesco Russo, e a tutti i miei compagni di squadra e dirigenti.

 

Hai vinto i campionati diverse volte. Qual è stata l’esperienza più bella che porti con te nel cuore?

L’esperienza che porto nel cuore è la stagione di serie D 2014/2015 disputata con il Val Gallico.

In quell’anno costruimmo una squadra fortissima, composta da giocatori del calibro di Daniele Cerami, Seby Canale e altri. Vincemmo tutte le partite, senza mai andare sotto nel punteggio.

La cosa più incredibile era che eravamo tutti un gruppo di amici fantastico, tra i quali esistevano dei legami indissolubili.

Un’altra stagione che conserva un posto speciale è quella di serie C 2016, 2017 disputata con la VIS Reggio Calabria, in cui arrivammo inaspettatamente in finale contro Lamezia. (Saluto il capitano Pasquale Tramontana).

Anche con la Target, Abba e Botteghelle stagioni indimenticabili.

 

Giovani e formazione. Sei fuoriuscito dal settore giovanile della Viola e dal super gruppo dei classe 1988-89. Noti differenze tra il tuo gruppo ed i giovani visti oggi sui campi di Calabria?

La prima differenza che noto sono i numeri. Ci sono molti meno giovani che partecipano ai campionati giovanili.

Un altro aspetto riguarda la tecnica: alcune regole nel corso del tempo sono cambiate, ad esempio da un paio di anni c’è molta più libertà nelle partenze e nei “terzi” tempi.

Dal punto di vista dell’approccio (sia alla partita che all’allenamento) mi ritrovo in moltissimi dei giovani di oggi, anche se i loro interessi sono un po’ diversi.

Credo che lo Sport, in questo caso la pallacanestro, debba essere uno strumento atto a generare valore aggiunto per il giovane che lo pratica. Devono essere trasmessi dei valori fondamentali come la lealtà, il rispetto e la passione, permettendo ai ragazzi di apprendere nelle giuste modalità tutto quello che gli potrà servire nella vita, come uomini. Non importa se tutti non diventeranno giocatori, l’obiettivo deve essere quello di creare delle opportunità di crescita per tutti i nostri giovani.

 

Se ti dicessi Sasha Djordjevic cosa mi risponderesti?

Grande Allenatore e grandissimo Giocatore. Ebbi la fortuna di conoscerlo di persona durante una partita di serie A tra Viola e Milano. Incredibilmente il coach Pasquale Iracà, che ringrazierò per sempre, mi mise in campo nei minuti finali. Ero già emozionatissimo per essere stato convocato in serie A, entrare fu surreale.

Mi fecero un fallo e tirai due tiri liberi, il primo andò dentro mentre il secondo sbagliai. All’epoca l’allenatore dell’Armani Milano era Sasha Djordjevic e a fine partita mi fermò e mi diede un consiglio sul mio stile di tiro.

Indimenticabile!!!!!

 

Capitolo C Silver. Due anni fa Basketball Lamezia arrivò fino in fondo conquistando la B. Nella passata stagione l’Enjoy sfiorò l’accesso alla finalissima. A tuo avviso come sarebbe finito il percorso delle rappresentanti della nostra C 2019-20?

Mi rendo conto che ormai, anche per giocare un campionato semi-professionistico, occorre investire un budget abnorme per tentare il salto di categoria. Credo che la Pallacanestro Viola abbia investito tanto, così come la Centro Basket Catanzaro. Entrambe, dati i loro valori tecnico economico, avrebbero potuto compiere il passo verso la promozione in serie B.

Sicuramente il nostro campionato è quello più svantaggiato rispetto a quelli disputati dalle altre candidate alla B delle altre Regioni. Il motivo consiste nel ridotto numero di squadre partecipanti e nel grosso dislivello economico tra le varie società.

Mi auguro che i nostri campionati possano tornare ai numeri di un tempo..al più presto.

 

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