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MARCO LAGANA:”REGGIO CALABRIA MERITA LA B NAZIONALE”

di Fortunato Serranò-La tensione per il futuro si scioglie tra una battuta e un brivido di emozione. Marco Laganà, anima della Redel Viola, è stato intercettato all’ NTC Summer League VIP, ì. Tra un selfie e una chiacchiera con gli amici, la guardia si è lasciato andare a un bilancio a tutto tondo della sua estate, fatta di alti e bassi, di amori coronati e di amarezze sportive.

L’anno della rinascita cestistica è coinciso con l’anno del grande amore. Se si vociferava che il matrimonio dell’estate fosse quello della Vignali, Laganà ci tiene a mettere i puntini sulle “i”: il vero evento clou è stato il suo sì a Marisa. “Mi ha detto di sì, quindi è andata bene”, scherza Marco, per poi prendersi sul serio. “Con Mari è come se fossimo sposati ormai da anni. Abbiamo una bambina piccola, Alice, e questo matrimonio era solo un modo per festeggiare il nostro amore davanti a parenti e amici. Un gesto per suggellare un rapporto che non avevamo ancora ufficializzato. È stata una giornata perfetta”. La cerimonia è stata anche un’ancora di salvezza emotiva per il giocatore: “Meno male che c’è stato il matrimonio, perché così non ho avuto tempo per pensare ad altro. Altrimenti avrei passato un’estate di mXXx”.

 

Il riferimento è ovviamente alla delusione per la mancata promozione sul campo. La Redel Viola ha sfiorato il sogno della B Nazionale, fermandosi proprio sul più bello. Un ko che Laganà fatica ancora a digerire. “Sono stato veramente male. Non è andata come volevamo. Il mio rammarico più grande è non aver vinto quella partita al PalaCalafiore più che lo spareggio di Sora. Pensare a cosa sarebbe potuto succedere dopo quella vittoria… mi mangio ancora le mani, e i gomiti, e sono incazzato”, confessa. Tuttavia, la speranza è l’ultima a morire. In queste ore si parla insistentemente di un possibile ripescaggio in B Nazionale, e Laganà non nasconde le sue aspettative. “Speriamo di rientrare nel giro della B nazionale. È un campionato che potrebbe portare ancora più entusiasmo a Reggio. Vedere 6000 persone al PalaCalafiore è stato emozionante, mi sono venuti i brividi. Quella piazza, la città, merita palcoscenici diversi. Non dico che ce lo meritiamo, perché non vincendo non abbiamo guadagnato il campo, ma Reggio merita di giocare in categorie importanti come la B”. E sul futuro personale, legato a doppio filo a quello societario: “Mi auguro si sappia il prima possibile, perché anch’io voglio capire cosa succede del mio futuro”.

 

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